Qualche giorno fa mi riflettevo sui contenuti dei nostri articoli. Mi domandavo se fosse corretto proporre sempre il bello a dispetto di tutto quello che accade intorno a noi. Vero è che il nostro campo di azione è il design e non la cronaca, ma basta a motivare questa scelta?
Qualcuno sostiene, citando Fëdor Dostoevskij, che “la bellezza salverà il mondo”. Ma di quale bellezza parliamo davvero? E sarà un motivo sufficiente? Onestamente non ho una risposta a questa domanda.
Nel mio mestiere, dove il bello è spesso la conseguenza del segno che muove la mano di un designer o di un artigiano, capita di essere letteralmente attratti dal risultato di quel segno, qualunque forma abbia preso: dalla lampada al mobile, a un tessuto o a un piatto. Lo osservi e ti rendi conto che è oggettivamente bello.
Se qualcosa attira la mia attenzione, finisco per osservarlo con maggiore cura: focalizzo i dettagli, seguo i contorni, lo sfioro con la punta delle dita per capirne consistenza e materia. In pratica lo studio e, a conferma della mia intuizione, mi pervade un senso di soddisfazione. E se alla domanda “lo prenderei per casa mia?” la risposta è positiva, il test bellezza è superato.
Tornando alla questione iniziale, credo che la risposta sia nella volontà di evidenziare il bello, nonostante tutto. Una sorta di controcanto all’offerta informativa che, spesso, da qualunque device, ci viene proposta.
Sempre per citare qualcuno: “se non vedi la luce in fondo al tunnel, almeno arredalo”. Sempre con il nostro buon gusto, aggiungerei.
A cosa alludo? Ecco l’esempio giusto per spiegarvelo, la Table Stories di questo mese, dedicata alla tavola estiva.
In questo articolo (https://lacasainordine.it/2026/06/tavola-estiva-elegante/) potete trovare idee e suggerimenti per creare una mise en place elegante ma, tenete bene a mente, la tavola non è soltanto una questione di stile. È soprattutto un momento di convivialità che parla di noi, del nostro modo di accogliere e di stare insieme.
Per questo motivo il consiglio che mi sento di raccomandarvi non riguarda tanto i colori, i materiali o gli abbinamenti. Scegliete ciò che più vi rispecchia.
Avete letto correttamente: al di là delle tendenze e dei diktat del momento, che stabiliscono se si è à la page o meno, ciò che davvero conta è scegliere sentendosi liberi. Niente è più efficace e convincente di qualcosa che ci rappresenta. E gli ospiti lo percepiscono, lo vedono.
Forse è proprio questa la bellezza che vale la pena raccontare.
In copertina: Villeroy & Boch – Fleur collection






















