Nata per valorizzare gli immobili in vendita, la disciplina dell’home staging offre spunti utili anche nella vita quotidiana. Perché spesso il disordine non dipende dalla quantità di oggetti, ma dal modo in cui lo spazio viene percepito e organizzato.
Quando si pensa all’home staging, si immaginano case perfette, allestite per conquistare potenziali acquirenti. In realtà, alla base di questa disciplina ci sono principi che possono aiutare chiunque a migliorare la qualità degli ambienti domestici, anche senza traslochi o ristrutturazioni.
Leggere lo spazio, eliminare il rumore visivo, valorizzare le proporzioni: sono operazioni che rendono una casa più accogliente e funzionale, oltre che più bella da vedere. Lo conferma Sanja Radovanovic, co-founder di MARI Team Immobiliare e presidente globale di GAPHS (Global Association of Professional Home Stagers), che individua alcuni criteri semplici ma efficaci per guardare la propria abitazione con occhi nuovi.
1- PRIMA OSSERVARE, POI SPOSTARE
Quando una stanza non convince, l’istinto porta spesso a cambiare la disposizione dei mobili. Per gli home stager il punto di partenza è invece un altro: osservare lo spazio. Porte, finestre, fonti di luce naturale, percorsi di passaggio e prese elettriche costituiscono la struttura dell’ambiente e ne suggeriscono l’organizzazione migliore. Solo dopo aver compreso queste caratteristiche ha senso intervenire sugli arredi. In pratica, non dovrebbe essere la stanza ad adattarsi ai mobili, ma il contrario.
Prima si osserva lo spazio, poi si organizzano gli arredi e la loro disposizione. In queste foto, la zona living, prima e dopo un intervento di home staging.


2- FARE UN ESPERIMENTO: TOGLIERE IL PERSONALE
Foto di famiglia, souvenir, calamite, piccoli oggetti decorativi. Sono elementi che raccontano chi siamo, ma che a volte impediscono di leggere con chiarezza gli ambienti. Il consiglio è semplice: provare a rimuoverli temporaneamente e osservare la stanza. Privata delle componenti più personali, la casa rivela più facilmente eventuali squilibri, mobili fuori scala o accumuli poco funzionali. Una volta conclusa l’osservazione, si possono reintrodurre gli oggetti più significativi. Spesso ci si accorge che non tutto merita di tornare al proprio posto.
Rimuovere temporaneamente gli elementi personali che parlano di noi aiuta a leggere meglio gli ambienti, rilevando squilibri e accumuli. In queste foto, una cameretta prima e dopo un intervento di home staging.


3- CERCARE IL PUNTO FOCALE
Ogni ambiente ha un elemento protagonista. Può essere il letto in camera, il tavolo nella zona pranzo, una grande finestra, un camino o una parete particolarmente interessante. Individuare questo punto focale aiuta a organizzare il resto dell’arredo in modo coerente. Quando lo sguardo trova subito un riferimento chiaro, l’ambiente appare più ordinato e armonioso. Al contrario, una stanza con troppi elementi che competono per l’attenzione può trasmettere una sensazione di confusione, anche se perfettamente in ordine.
Una volta individuato il punto focale di ogni ambiente, il resto dell’arredo ne trae vantaggio in termini di ordine e armonia. In queste foto, la camera da letto prima e dopo un intervento di home staging.


4- MENO MATERIALI, PIÙ EQUILIBRIO
Uno degli aspetti meno considerati riguarda la quantità di stimoli visivi presenti in una stanza. Materiali, finiture e colori differenti possono rendere l’ambiente più complesso da leggere. Una regola utilizzata dagli home stager consiste nel limitare i materiali dominanti a tre. Per esempio legno, tessile e metallo possono convivere senza creare disordine percettivo. Gli altri elementi dovrebbero comparire come dettagli e non come ulteriori protagonisti. L’effetto finale è una maggiore coerenza visiva e una sensazione di calma che si percepisce immediatamente entrando nella stanza.
I materiali dominanti in una stanza non devono essere più di tre: troppi stimoli visivi creano confusione anche dove non c’è. In queste foto, un ingresso prima e dopo un intervento di home staging.


LO SPAZIO DEVE RESPIRARE
Per Sanja Radovanovic esiste un principio che riassume l’essenza dell’home staging: «Lo staging deve essere la tavolozza, non il quadro: è nello spazio che lasciamo che chi abita si proietti». Un concetto che vale anche per la casa vissuta ogni giorno. L’obiettivo non è creare ambienti impersonali o perfetti, ma lasciare che lo spazio respiri, evitando eccessi e sovrapposizioni. Perché una casa ordinata non è quella che contiene meno cose, ma quella in cui ogni elemento trova il proprio posto e contribuisce all’equilibrio dell’insieme.





















