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Plaka House – tra luce, storia e collezionismo

di Evi Mibelli.

Una residenza urbana, sospesa tra passato e presente, si confronta con un tessuto architettonico dalla stratificazione millenaria. Una ristrutturazione che ha puntato sulla sottrazione, preservando memorie e identità. Lasciando spazio anche al design da collezione.

Una residenza antica di 300mq, Plaka House, risalente al XIX secolo, incastonata in uno stretto vicolo in pietra insieme ad altre simili. Il quartiere si chiama Plaka e si trova sotto l’Acropoli di Atene, una città che coniuga la sua storia millenaria con il caos della contemporaneità.

Quel promontorio dominato dal Partenone resta un confronto aperto non solo topografico ma culturale. Richiamo a non dimenticare le radici della bellezza e dell’identità che hanno forgiato secoli e secoli di vicende umane e di trasformazioni urbane. Non solo ad Atene ma in tutto il bacino del Mediterraneo.

L’ingresso di Plaka House è dominato dalla presenza di una scala d’epoca, tinteggiata di grigio chiaro, che si integra armonicamente con il bianco delle pareti. Il sottoscala accoglie una serie di vani contenitore  disegnati su misura che ottimizzano lo spazio disponibile. La presenza di dislivelli movimenta e distingue le aree di accesso al soggiorno e alla cucina.
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Questa porzione di città – Plaka, appunto – si compone di un articolato tessuto architettonico, con palazzi dalle facciate neoclassiche, balconi d’epoca ottomana e resti bizantini e romani. Un gioiello di stratificazioni storiche che la rendono una enclave suggestiva e ricca di atmosfere ibride tra oriente e occidente, ma anche un autentico “capitolato” da cui attingere conoscenze sull’impiego dei materiali tradizionali locali.

La ristrutturazione di questa casa – per mano dello Studio di Architettura Local Local – è una lezione di identità prima ancora di essere progetto. E, in quanto tale, non si vincola solo al luogo, ma suggerisce un modus operandi.

A sinistra, vista dell’ingresso dal piano strada. Il portoncino originale è stato integralmente ripristinato in ogni sua parte: dai dettagli in ferro battuto alle pannellature di tamponamento, agli elementi costruttivi della soglia, le modanature e il soprastante balcone. A destra, una volta varcato il portoncino è possibile raggiungere la cucina, posta su un dislivello più alto, e da qui raggiungere il giardino interno.
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Il tocco è leggero, si lavora sulla sottrazione e sulla purificazione spaziale, sulla conoscenza delle peculiarità architettoniche del contesto urbano e dei materiali vernacoli. Non c’è alcun desiderio di imprimere una firma. Solo restituire una sobria e rarefatta idea di casa, nel rispetto degli elementi architettonici pregressi che ne tracciano l’anima originale (la casa è sottoposta a vincolo dalla Sovrintendenza).

Non è scontato. Questa semplicità dominata dal bianco segna almeno due intenzioni: la prima, portare più luce all’interno degli spazi domestici data la particolare conformazione edilizia (muri spessi e isolanti) e il numero contenuto di aperture; la seconda, restituire alla committenza – appassionata di vintage e di design da collezione – una sensazione di leggerezza e un uso dello spazio più libero e contemporaneo dove le funzioni, seppur distinte, vivono di circolarità, passando da un contesto all’altro senza fratture. Il risultato è una luminosità che è anche coesione spaziale e movimento.

Il soggiorno di Plaka House è luminoso e caratterizzato da una sobria eleganza. Gli arredi sono misurati, una libreria bassa delimita la zona conversazione e gli accessori come lampade (in particolare la coppia da terra Cappello da Suora disegnate da Paavo Tynell negli anni ’50 e oggetto di collezionismo) e tavolini (come il modello E1027 in acciaio cromato e vetro disegnato a Eileen Gray nel 1926 e prodotto da ClassCon), punteggiano con discrezione lo spazio.
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Punto focale della zona living è il caminetto d’epoca, con una cornice in marmo di Tinos verde brillante, che stabilisce una simmetria della parete ulteriormente ribadita dalle librerie che l’affiancano.
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L’ingresso si muove su più dislivelli ed è segnato da una bella scala d’epoca – originariamente in legno scuro – dipinta di un grigio leggerissimo, perfettamente integrata nella dominante bianca delle pareti dell’intera abitazione. La ristrutturazione ha consentito di sfruttare il sottoscala per integrare vani contenitori disegnati su misura, rendendo prezioso ogni centimetro disponibile. Il risultato è un mood arioso, essenziale ma non austero. Anzi, la sensazione è di piacevole e rilassata accoglienza.

Dall’ingresso si dipanano gli altri spazi diurni: il soggiorno, il salotto, lo studio, la cucina e i due cortili interni, uno più piccolo accessibile direttamente dalla cucina e uno più generoso aperto sul soggiorno. Quest’ultimo è stato trasformato in un’oasi di pace ridipingendo le pareti nella stessa gradazione bianca degli interni, convertendolo in una naturale estensione della casa all’aperto. Luogo ideale per pranzi, cene o semplicemente per momenti di pigro relax domenicale. Analogamente quello più contenuto e intimo, adatto alla quotidianità familiare.

Adiacente la cucina, un piccolo patio interno piantumato e attrezzato per la convivialità familiare. Le pareti bianche della stessa gradazione di quelle interne garantiscono una continuità spaziale anche all’aperto, dilatando lo spazio vivibile.
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Soffitti, porte, elementi in ferro battuto, pannelli in legno e stipiti sono stati integralmente recuperati con la precisa volontà di mantenere vive le tracce storiche dell’abitazione. Così come il caminetto, ricostruito utilizzando marmo verde proveniente dall’isola di Tinos, che campeggia tra le librerie del soggiorno aggiungendo profondità e carattere all’ambiente.

Ogni dettaglio è oggetto di attenzione, progettato su misura da maestri artigiani locali. Librerie, copritermosifoni, battiscopa si ispirano alle forme classiche, sottolineando la coerenza semantica, pur ribadendo la contemporaneità delle soluzioni proposte.

Nel living si trova un generoso tavolo da pranzo allestito con sedie modello Standard prodotte da Vitra e disegnate, nel 1934, da Jean Prouvé, in un caldo color miele. A completamento la lampada da terra 9602 disegnata nel 1935 da Paavo Tynell in ottone e rattan, attualmente prodotta dalla danese Gubi. Superando il dislivello, si raggiunge la cucina.
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Nella cucina, rimasta nella sua disposizione planimetrica originale, il total white viene spezzato dall’uso del colore semplicemente lavorando sull’arredo e sugli accessori: un grande tavolo verde acqua circondato da sedie rosse (tutto disegnato dallo Studio Local Local) e dal lampadario sospeso – sempre rosso – di scandinava memoria ma perfettamente armonico con il tutto. Un fulcro cromatico attorno al quale si muove lo spazio. Simili punteggiature si ripetono nei vari ambienti: dalle stampe e quadri Pop alle pareti, alle lampade con paralume conico color azzurro e i mobili che rimandano all’estetica d’avanguardia anni ’80 di Memphis.

L’elemento cromatico nella cucina di Plaka House è rappresentato dal nucleo tavolo – in verde acqua – e sedie – laccate di un bel colore rosso – unitamente al pregevole lampadario da collezione disegnato da Poul Henningsen, modello PH – 3/3 e prodotto dalla storica Louis Poulsen, negli anni 20 del secolo scorso. Tavolo e sedie sono stati realizzati su disegno dello Studio di Architettura Local Local.
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Insieme alla dominante cromatica del bianco che crea coerenza spaziale, si affianca il pavimento tipico degli interni di valore: il terrazzo. Mutuato dal prestigioso pavimento veneziano, la sua uniformità, l’assenza di fughe e il colore corposo sui toni del rosso-bruno, costituisce l’altro elemento di continuità tra un ambiente e l’altro della zona giorno, partendo dall’ingresso sino all’area pranzo e al salotto. Un contrappunto che scalda e vivacizza l’atmosfera domestica, strizzando l’occhio alla storia delle borghesi abitazioni neoclassiche ateniesi. Medesimo pavimento ma nei toni chiari del grigio – a distinguere le destinazioni d’uso e a conferire maggiore luminosità – in cucina e nei bagni.

A destra, al piano superiore, nello spazio di passaggio tra la scala e le stanze della zona notte, la cassettiera da collezione Atlantic disegnata da Michele De Lucchi per Memphis nel 1981. A sinistra, dettaglio della zona doccia del bagno padronale adiacente la camera da letto e con affaccio sulla corte interna sottostante.
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Al piano superiore la zona notte, uniformata dalla scelta di un pavimento in legno di rovere massello grigio chiaro che sottolinea un approccio materico più moderno rispetto al seminato posato al piano terra, e suddivisa in camere per gli ospiti, camera padronale, bagni, studio e alloggio per il personale.

Una splendida terrazza offre una vista panoramica mozzafiato sull’Acropoli e sui tetti di Atene, ricollegando la dimensione privata alla città, alla sua stratificazione e alla sua memoria e identità.

Project by Local Local – localocal.org

Photo © Lorenzo Zandri

Anno progetto 2023

Planimetria del piano terra.
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Planimetria del primo piano.
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In copertina, vista della corte interna principale di Plaka House ad Atene. Accessibile dal piano strada e direttamente dal soggiorno dell’abitazione, si presenta come una piacevole estensione della casa all’aperto.

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