Se dobbiamo trovare il fil rouge che ha attraversato la MDW 2026 dedicata al mobile e al design, questo si concentra sul rinato interesse per le pietre naturali, sulle superfici tattili e rese sensibili da tecnologie innovative applicate ai materiali, sulle tecnologie dedicate alla sfera del benessere e sulla ricerca delle interazioni tra mondo fisico ed elementi progettuali immateriali come luce, profumi, suoni.
Da decenni assistiamo a una mutazione irreversibile del bagno – un tempo banale spazio di servizio – oggi oggetto di un’attenzione progettuale quasi maniacale. Il desiderio di benessere, di rigenerazione, di pace dal caos quotidiano è un mantra che non accenna a scemare e che è emerso in tutta la sua intensità alla Milano Design Week 2026. Tutto ruota intorno al corpo, alla cura di sé, alla sensorialità come linguaggio che ricollega l’esperienza fisica a quella psicologica. Una sorta di riappropriazione dell’asse mente-corpo dove il bagno è rifugio contro ogni pressione e urgenza che arriva da fuori.
Dimostrativo è stato l’evento di Villeroy&Boch e Ideal Standard, dal titolo illuminante “Design Continuum: A Study in Sensory Experience”.
Camminando all’interno dell’installazione, gli elementi luce, materia, texture, tecnologia e percezione si sono alternati e compenetrati in un percorso spaziale caratterizzato da un serrato scambio di suggestioni e di alfabeti espressivi, firmati da designer e team prestigiosi come Design Studio Kaschkasch, Ludovica Serafini e Roberto Palomba, Christian Haas, Gesa Hansen.
A confermarlo le novità presentate: dal lavabo monolitico Antao 3D stampato in 3D in ceramica riciclata al 100%, alle superfici tattili Artis Sense, alla smaltatura reattiva di Antao Earth, al design senza tempo delle Atelier Collections per concludersi con la serie di rubinetti di nuova generazione Vea.
A sinistra, la collezione di lavabi Antao Earth presenta forme organiche e superfici a smaltatura reattiva Artisan Glaze, che richiamano i materiali naturali. Design Studio Kaschkasch per Villeroy&Boch. A destra, close up sul lavabo Antao 3D di Villeroy&Boch, stampato in 3D con polvere di ceramica riciclata al 100%. La stratificazione crea una superficie precisa e al contempo naturalmente imperfetta. Design Studio Kaschkasch per Villeroy&Boch. Installazione MDW 2026 – Design Continuum: A Study in Sensory Experience. villeroy-boch.it; idealstandard.it

Il messaggio sotteso? Ogni singola proposta mette in campo riflessioni sul futuro del bagno e sulla sua dimensione curativa e rigenerativa, oltre che funzionale. Cura che si estende al nostro rapporto con l’ambiente (sostenibilità, risparmio delle risorse, uso consapevole dell’acqua, riciclo), con la nostra necessità di riconquistare consapevolezza del corpo e della sua sensibilità a fronte della virtualità digitale che lo circonda (superfici tattili e sensibili al tocco e alla luce), con il preservare memorie e simboli della nostra identità (le proposte di Atelier Collections), con il desiderio di armonia che ha bisogno di bellezza e di un tempo lento per ristabilirsi.
La nuova collezione Bali di lavabi in marmo di Inda, si distingue per la bellezza e per la lavorazione. I lavabi – in foto quello in marmo Bianco Dolomite – vengono scavati da un singolo blocco di pietra. Le preziose superfici sono trattate con uno speciale idrorepellente che esalta la qualità naturale del materiale. inda.net

Al mantra dell’armonia e della sensorialità non si sottraggono i materiali. Dopo anni in cui la tecnologia s’è cimentata nel riprodurre texture ed estetiche naturali con risultati di tutto rispetto, torna protagonista il marmo. Quello vero. Unico e inimitabile.
Menzione speciale per Inda, che nello stand al Salone del Mobile – ricco di novità e dal concept espositivo ispirato all’architettura razionalista del secolo scorso (progetto dell’allestimento a firma dello Studio Raum) – ha regalato emozioni da tempo dimenticate.
Colori, trame, venature – nelle varianti di marmo più pregiate – sono pura magia che si manifesta nella nuova gamma di lavabi d’appoggio e integrati, tra cui spiccano le collezioni Maui e Bali.
L’esaltazione della bellezza naturale s’accompagna a lavorazioni magistrali come nei lavabi Bali ricavati da un unico blocco di marmo scavato e fresato. E nel caso di Maui dall’appoggio su vassoi tondi e ovali che ne completano l’estetica rigorosa.
A sinistra, la nuova collezione di lavabi Maui di Inda – in foto quello in marmo Breccia Capraia – si caratterizza per i vassoi tondi e ovali che ne sostengono l’appoggio al piano. Trattata con idrorepellente che ne esalta le caratteristiche e tessiture lapidee. A destra, un esempio di come il marmo conferisca eleganza, preziosità ed estetica all’ambiente bagno. In questa foto la combo lavabo – top in marmo Rosso Lepanto della linea di mobili Divo di Inda. inda.net

Osservando la geometria e la purezza delle linee non è difficile comprendere come l’allestimento, ispirato al movimento modernista del ‘900, sia il tributo perfetto alla storia e alla memoria di un alfabeto estetico che, ancora oggi, conserva intatto il suo valore ispirativo e che nel marmo trova l’interprete perfetto. Ieri come oggi.
L’iconica serie arredo bagno Cubik di Idealgroup, design Riccardo Gava, è stata presentata rinnovata nelle finiture e nei dettati costruttivi. In foto la versione con rivestimento in laminato Unicolor HPL in Verde Dolomiti. ideagroup.it

Vista dall’alto della serie Cubik di Idealgroup. ideagroup.it

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Sulla stessa lunghezza d’onda Ideagroup, che aggancia il tema delle superfici naturali proponendo una rilettura della sua iconica collezione Cubik. Nuove modularità, spazi contenitore ampliati, dettagli costruttivi ripensati e nuove finiture scandiscono l’identità di questo evergreen dell’azienda. Tra i materiali naturali spicca il pregiato rovere “caffè” e rovere “termo”, lavorato sartorialmente per restituire una personalizzazione dall’alto impatto estetico. In tema di materiali lapidei torna invece l’effetto marmo riprodotto nelle nuove finiture in laminato Unicolor HPL: Verde Dolomiti, Rosso Maya, Bianco Olimpo, Grigio Yule. La matericità come linguaggio estetico si allarga ai complementi, ai top in marmo e ai lavabi d’appoggio.
Usciti dal mondo delle superfici entriamo in quello della forma che contiene, che accoglie e che concentra su di sé archetipi, memorie e tradizioni. L’acqua e i suoi rituali si focalizzano sulla vasca, sullo spazio fisico che occupa nell’ambiente bagno, condizionandone l’architettura e sulla relazione che intrattiene con il corpo. Alla MDW due le proposte che meritano di essere segnalate.
A sinistra, vasca e lavabo uniti in un unico progetto che ridisegna funzionalmente il bagno. Tambre, è la vasca freestanding in multistrato di okumè, disegnata da David Chipperfield per Agape presentata alla MDW 2026. A destra, dettaglio della connessione tra vasca e lavabo integrato. Cura dei dettagli e tecnica di assemblaggio restituiscono un manufatto lineare e dalla grande valenza estetica. agapedesign.it

Tambre, magistralmente disegnata da David Chipperfield per Agape, unisce in un unico gesto progettuale vasca e lavabo, superando la tradizionale separazione funzionale. Una soluzione foriera di interessanti ricadute sul design del bagno, sulla sua fruibilità e organizzazione spaziale.
Si tratta di una vasca freestanding, in multistrato di okumè dai toni caldi e dalla grana fine. La costruzione – basata su elementi piani assemblati – è lineare, semplice e leggibile. Nei punti di giunzione, inserti in legno massello ammorbidiscono le transizioni, dando continuità al volume. Uno schienale leggermente rialzato si raccorda al bacino/lavabo, accompagnando la postura del corpo nelle fasi di abluzione. Una curiosità: il nome deriva da un fiume della Galizia, dove l’acqua termale ha dato vita a una radicata abitudine al bagno curativo. Non sfugge, tuttavia, anche il link alla tradizione nipponica, dove il bagno è più di un semplice spazio. È una filigrana di riti.
A sinistra, il marchio Hideo si è presentato con una collezione di vasche flessuose e organiche. Realizzata in Cristalplant, sintetizza una precisa idea di relax di tradizione nipponica (Installazione presso Supersudio Più Tortona). A destra, vista dall’alto della vasca di Hideo, esempio di ergonomia del benessere. In foto, il modello In-2000-E. hideo.design

E infatti…Purificazione, cura del corpo, rigenerazione sono passaggi ritualizzati, scanditi da tempi e gesti lenti. La cultura giapponese ne ha fatto un’arte, una rappresentazione simbolica. E la vasca è il luogo dove quest’arte si esprime. Hideo, il nuovo marchio del designer giapponese Hideo Shimizu (presente nella cornice di Superstudio Più, in Tortona e al Salone del Mobile) la materializza presentando una collezione di vasche dalla forma morbida, flessuosa e organica.
Il corpo che s’immerge è accolto come in un abbraccio protettivo, caldo e avvolgente. E si abbandona al relax e al comfort che riequilibra. L’interno ha scalini che consentono di sedersi in sicurezza, favorendo le operazioni di cura personale e le superfici hanno una texture setosa tipica del Cristalplant – materiale sostenibile, antimicrobico, ecofriendly – con cui è realizzata.
L’organicità della forma – che evoca il simbolo dell’infinito – sembra ricordarci come la Natura, in ogni singolo frammento di realtà, sia governata dalla perfezione e come questa si armonizzi con il tutto.
In copertina, la collezione di lavabi Artis Sense, design Christian Haas per Villeroy&Boch. Le strutture a nervature catturano e diffondono la luce, trasformando il colore in ritmo e profondità. Installazione MDW 2026 – Design Continuum: A Study in Sensory Experience. villeroy-boch.it; idealstandard.it.






















