Un interno stratificato dove la struttura originaria dialoga con inserti contemporanei, tra superfici riflettenti, volumi monolitici e una distribuzione fluida che ridefinisce il concetto di abitare. Il progetto lavora per sottrazione, lasciando emergere ciò che già esiste.
Nel centro storico di Padova, a breve distanza dai Musei Civici agli Eremitani e dalla Cappella degli Scrovegni, il secondo piano e il sottotetto di un edificio del XIV secolo sono stati reinterpretati da una sofisticata ristrutturazione ad opera dello studio depaolidefranceschibaldan architetti. Il risultato è una residenza di circa 250 mq, unica nel suo genere, dove la struttura storica diventa il punto di partenza per un linguaggio domestico contemporaneo misurato e preciso.
Nel living a doppia altezza, il soppalco in metallo riflettente scivola nel volume centrale come una linea luminosa, in dialogo con la storicità degli interni ristrutturati, trasformando la verticalità in esperienza percettiva.

L’intervento ha trasformato gli interni preesistenti in una casa su due livelli dalla forte identità, divisa in spazi non solo comodi da abitare ma di forte impatto visivo: un grande living con zona pranzo, un’ampia cucina, tre camere da letto con bagni di pertinenza, una sala cinema, una palestra e una lavanderia con bagno di servizio. L’impianto planimetrico conserva la logica delle dimore storiche, organizzandosi attorno a un ambiente centrale a doppia altezza che costituisce il fulcro spaziale e percettivo dell’intero progetto.
L’ingresso è segnato, come tutta la casa, dal parquet in iroko a spina di pesce, che introduce una continuità materica tra gli ambienti e accompagna il passaggio verso una dimensione domestica intima e ricercata.

Attorno a questo volume si costruisce la struttura stessa dell’abitazione, dove le diverse funzioni si dispongono con continuità e secondo una dinamica di fruizione pratica. Il grande ambiente centrale mette in relazione i due livelli e diventa il dispositivo che coordina l’intero sistema domestico. Uno scenografico soppalco sospeso, rivestito in metallo riflettente, attraversa lo spazio collegando il piano principale al sottotetto, introducendo una presenza leggera che amplifica la verticalità attraverso riflessi e variazioni di luce.
La cucina si sviluppa attorno all’isola in marmo Noir Saint Laurent, presenza monolitica che definisce lo spazio e ne sottolinea la continuità con il linguaggio materico dell’intervento.

Fatta dello stesso materiale metallico, una boiserie bassa corre su tutte le pareti, creando un continuum concettuale che crea un binomio a contrasto tra antico e moderno. Perfetto l’accordo intellettuale con i pochi mobili scelti di raffinato design e, qua e là, tocchi di modernariato capaci di dare ulteriori conferme di un gusto estetico che non solo racconta un’eleganza particolare ma definisce una cura al dettaglio che ha un tocco quasi museale.
La sala cinema, ambiente raccolto e avvolgente, integra la scala nascosta che conduce al livello superiore, mettendo in relazione diretta i due livelli della residenza.

Sul lato giorno della piantina si trova la cucina, che si sviluppa attorno a un’isola in marmo Noir Saint Laurent e si apre direttamente sulla zona pranzo collocata nel volume principale. Il soggiorno introduce una dimensione più raccolta e conduce all’intimità della sala proiezione, pensato come un ambiente avvolgente e separato dal resto. In questa stanza una scala conduce al livello superiore, senza interrompere la continuità percettiva degli interni.
È dal living che si raggiunge la sala cinema e la scala che porta al piano sottottetto.

Il piano sottotetto accoglie una lavanderia con bagno di servizio, una palestra affacciata sul grande ambiente centrale – il trait d’union tra le due zone del secondo piano – e una terza camera da letto indipendente con bagno privato, definendo una seconda dimensione domestica più riservata.
Sul soppalco sospeso, zona di passaggio tra lavanderia e camera degli ospiti, si trova la palestra: minimal e razionale.

Tornando al piano principale, invece, sul lato opposto si sviluppa la zona notte, introdotta da un corridoio attrezzato con armadiature integrate e superfici specchianti che ne amplificano la profondità. Qui si trovano la camera padronale con bagno en suite, due ulteriori bagni e la camera dei bambini, concepita come spazio flessibile: una parete mobile consente la suddivisione in due ambienti distinti, mentre piccoli soppalchi sfruttano l’altezza del tetto per ricavare ulteriori posti letto.
A sinistra, la camera degli ospiti; a destra la stanza padronale: entrambe condividono lo spirito estetico e concettuale votato al minimalismo contemporaneo mixato ad elementi originali.

L’intervento è nato da un processo di sottrazione che ha riportato alla luce la struttura originaria dell’abitazione. Murature in mattoni leggermente sbiancate a calce, travi lignee e segni del tempo emergono in tutta la loro poesia, restituendo la materia autentica dell’edificio storico. L’uniformità delle superfici è un altro dettaglio importante, ne è un esempio il marmo Noir Saint Laurent scelto per l’isola cucina, il tavolo da pranzo e i dettagli dei bagni. Vere e proprie presenze compatte e autonome nello spazio che hanno quasi una resa scultorea.
Nel corridoio specchiato e in uno dei bagni la continuità materica è evidente, dal parquet a spina di pesce agli inserti in marmo Noir Saint Laurent.

Il parquet in iroko a spina di pesce, recuperato dalla ristrutturazione degli anni ’80 e adattato alla nuova configurazione, garantisce anch’esso continuità tra gli ambienti, mentre le grandi porte scorrevoli in legno con meccanismi a vista scandiscono il ritmo della dinamica progettuale, riprendendo l’allure dei portoni degli antichi palazzi del centro storico.
La camera dei bambini è un ambiente versatile che può essere diviso da pannelli scorrevoli e che presenta ulteriori soppalchi che accolgono letti in più per i loro amici.

Questa residenza descrive un progetto in cui la chiarezza distributiva si intreccia a una forte intensità materica, dando forma a un interno stratificato e misurato. La memoria dell’edificio non viene cancellata, ma rivoluzionata attraverso il suo restauro, che ne mette in evidenza le tracce e le restituisce a una nuova coerenza abitativa. Elegantissima e stupefacente allo stesso momento.
Project by depaolidefranceschibaldan architetti – ddba.it
Photo ©Lea Anouchinsky
Planimetria del piano principale ©depaolidefranceschibaldan architetti

Planimetria del piano sottotetto ©depaolidefranceschibaldan architetti

In copertina, dal living si apre la lettura di una casa stratificata nel tempo, dove la struttura storica affiora nella materia stessa degli interni, in perfetto dialogo con le aggiunte contemporanee.
















