Luce e colore ridisegnano gli interni di un’abitazione attraversata da un raffinato dialogo tra design contemporaneo, arredi d’epoca e interventi su misura, in un equilibrio sospeso tra iperdecor e minimalismo.
Dietro una particolare facciata milanese d’epoca, ricca di dettagli architettonici tra grisaglie e cornici, un appartamento di 150 mq rivela un universo domestico costruito per stratificazioni sottili che richiamano, con rispetto contemporaneo, al più sofisticato gioco dell’eclettismo degli stili. Il progetto firmato da studio elementare – Casa MRB 02 – non altera la struttura originaria, ma la mette in risalto con uno sguardo preciso, capace di riscriverne l’atmosfera senza tradirne l’identità.
A sinistra, la facciata del palazzo d’epoca a Milano dove si trova l’appartamento, ricca di dettagli architettonici tra grisaglie e cornici; a destra, l’ingresso in verde-blu profondo introduce un’allure raccolta e introspettiva.

Fin dall’ingresso si avverte una suggestione quasi proustiana, una sospensione del tempo affidata al colore e alla temperatura emotiva dello spazio che viene a svelarsi. L’ambiente, compatto e avvolgente, funziona come il prologo di un libro: raccoglie lo sguardo per poi lasciarlo scivolare verso la zona giorno, dove irrompe la luce e rivela una sequenza più aperta e articolata. Un foyer concettuale che apre le danze a un’estetica personale e affascinante
Il doppio salone, con zona pranzo e area conversazione, è attraversato da una luminosità avvolgente che ne esalta la continuità e la leggerezza.

Il grande living, dove il soffitto a cassettoni è stato completamente ridipinto in grigio-azzurro laccato, en pendant con il camino, scopre una nuova dimensione stilistica che porta il passato tra le braccia del gusto contemporaneo.

La planimetria conserva l’impianto originario, ma viene reinterpretata come una sequenza di emozioni private pronte a svelarsi agli ospiti. Il corridoio centrale, trattato come un luogo a sé attraverso una tonalità verde-blu profonda, diventa un nucleo introspettivo attorno a cui gravitano ambienti di segno opposto: il salone con soffitto a cassettoni (completamente ridipinti in un grigio-azzurro laccato en pendant col camino), la cucina, lo studio. Una stanza dietro l’altra, come nella tradizione delle case antiche. Qui le cromie si fanno più leggere, restituendo respiro agli elementi architettonici e attenuandone la monumentalità: pareti bianche oppure lasciate “al naturale” dopo il restauro, grandi finestre e il calore dei pavimenti lignei.
La zona pranzo accosta design contemporaneo e memorie d’epoca in un equilibrio misurato, dove ogni elemento sembra trovare la propria naturale corrispondenza.

Lo studio interpreta un’eleganza essenziale, dove il segno minimalista si inserisce con discrezione nella continuità progettuale dell’appartamento.

Il soggiorno dialoga con la cucina attraverso un arco che non è solo passaggio: amplifica la continuità e accompagna la luce fino alla terrazza, affacciata sul verde silenzioso del cortile interno. L’esterno entra così nel racconto domestico come un’ulteriore stanza, discreta ma essenziale, un piano sequenziale che collega i due affacci della dimora, creando una corrente estetica unificata, tra il minimal degli elementi moderni e il ricco dècor di quelli antichi.
Gli archi segnano il passaggio tra gli ambienti e introducono la cucina minimalista, che si apre sul living in un dialogo fluido e continuo.

Accanto alla struttura spaziale, è infatti il progetto d’arredo a definire il carattere dell’insieme. Non esiste un registro unico, ma una composizione calibrata di epoche e linguaggi: pezzi di design contemporaneo convivono con mobili e modanature d’epoca, mentre inserti inattesi – accenti pop, richiami Sixties, opere selezionate con precisione – introducono variazioni di ritmo. Il mix and match non è mai esibito, ma costruito per affinità sottili, dove ogni oggetto sembra trovare il proprio posto per risonanza più che per contrasto.
Il bagno di cortesia, immerso in una tonalità blu intensa e vellutata, dialoga con le porte originali ridipinte nello stesso blu profondo; nel passaggio verso la zona notte, il colore incontra un tratto di muro lasciato allo stato originario, che conserva la materia del tempo.

Le superfici partecipano a questo equilibrio. I pavimenti antichi in parquet a scacchiera, con integrazione moderna a spina di pesce, e gli infissi originali vengono mantenuti, mentre le porte a vetri piombati, audacemente ridipinte, diventano filtri luminosi tra gli ambienti. Il colore agisce come filo conduttore: definisce modalità d’uso, comprime o dilata lo spazio, sottolinea angoli specifici, come il bagno di cortesia, immerso in una tonalità di blu intensa e vellutata, eppure luminosissima.
Dalla cabina armadio ricavata in un ambiente cieco si accede alla camera principale, ampia e luminosa, che si apre sul cortile interno come un ideale rifugio domestico; di passaggio si intravede una porzione del bagno en passant, che interrompe e rilegge la sequenza degli spazi.

Nella zona notte il racconto si fa più libero. La cabina armadio, ricavata da un ampio ambiente cieco, introduce a un bagno passante che mette in discussione la separazione tradizionale degli spazi, pur mantenendo una porzione più intima e riservata. In che modo? Doccia e lavandino, bianchi e moderni, separati da una scatola volutamente materica in ceramica, con accostato un mobile coloratissimo e sanitari in separata sede (finestrata). La camera principale, grande e scandita da tre finestre, ritrova invece una misura più quieta, quasi classica. Un vero rifugio affacciato sul cortile interno.
La parte aperta del bagno, con doccia e lavandino, definisce un ambiente essenziale, dove la matericità della ceramica dialoga con la pulizia delle superfici; gli archi, ricorrenti lungo il percorso domestico, si confermano trait d’union concettuale della casa, segnando passaggi e continuità.

A tenere insieme l’intero progetto è un linguaggio coerente che non risulta però mai rigido: gli archi ricorrono come segni discreti, gli impianti a vista vengono integrati nella composizione, contribuendo a una stratificazione dichiarata. Ne risulta un interno in cui il tempo non è cancellato, ma rielaborato, un luogo dove ogni dettaglio, dall’architettura all’arredo, partecipa a una visione raffinata, profondamente abitabile. Questa cura è rappresentativa di un gusto particolarmente colto, capace di descrivere non solo un profondo riguardo verso il passato ma una personalità poliedrica e affascinante.
Project by studio elementare – studioelementare.it
Photo © Lorenzo Zandri
Planimetria di Casa MRB 02 © studio elementare

In copertina, l’ingresso, caratterizzato da una tonalità profonda, introduce lo spirito del progetto: una tensione sottile tra stratificazioni d’epoca e un linguaggio contemporaneo che rilegge la casa donandole un’identità unica.























