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Editoriale del venerdì

C’è una parte del mondo del progetto e dell’artigianato che rischia di scomparire in silenzio. Non per mancanza di qualità, visione o competenza, ma perché spesso vengono a mancare le condizioni che permettono loro di essere trovate e sostenute.

Piccole realtà eccellenti faticano a sopravvivere o chiudono senza fare rumore, semplicemente perché non producono abbastanza, non rientrano nelle logiche industriali, non vengono intercettate dal mercato globale.

Artigiani che realizzano cinquanta pezzi all’anno invece di cinquantamila, che lavorano con il tempo, con la materia, con la memoria, vengono ignorati da piattaforme, catene e sistemi pensati solo per la scala. Il risultato è una perdita irreversibile: tecniche che si estinguono, botteghe che spariscono, oggetti che non avranno più un futuro perché nessuno sa che esistono.

Da qui nasce la nostra scelta: usare lo spazio editoriale come strumento di salvaguardia. Raccontare per salvaguardare un patrimonio che è anche nostro perché, il rischio, non è solo perdere degli oggetti belli, ma perdere interi alfabeti del fare.

E non ci fermeremo al racconto. Faremo un passo in più: lavoreremo affinché quegli oggetti trovino davvero una casa, incontrino chi li saprà riconoscere, usare, amare. Perché quando un oggetto giusto arriva nel luogo giusto, rende felice chi lo abita e, allo stesso tempo, permette a chi lo ha creato di continuare a esistere.

A breve, dal racconto alle vostre case.

Buona lettura.
Anna

In copertina: Famille di Arianna De Luca – photo by Flavia Rossi

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