di Evi Mibelli.
Dalla simmetria rigorosa dello stile Déco alle linee pulite della casa contemporanea: idee e accostamenti per ricreare il lusso elegante della borghesia.
C’è un fascino magnetico e intramontabile che abita gli interni degli anni Venti e Trenta (e anche Quaranta), così ben descritto da Francis Scott Fitzgerald nelle pagine de Il Grande Gatsby. È l’eco europeo di un’epoca ruggente, ricca di colori, musica, eleganza e di avanguardie artistiche. Forse uno dei periodi creativi più fecondi del secolo scorso. L’Art Déco irrompe sulla scena, celebrando la modernità attraverso un minimalismo fatto di dettagli geometrici e di materiali pregiati che raccontano di un lusso sussurrato, intimo e mai impersonale. Oggi assistiamo a un suo grande ritorno.
Definire l’Art Déco è impresa complicata. Il movimento deve il suo nome alla celebre Exposition internationale des arts décoratifs et industriels modernes di Parigi (1925) da cui emergono due scuole di pensiero: quella rappresentata dall’eleganza aristocratica e opulenta dell’ebanista Émile Jacques Ruhlmann e quella di Jean Michel Frank, che si distingue per un raffinato e ascetico minimalismo (in Italia annoveriamo giganti del calibro di Gio Ponti e Piero Portaluppi, tra gli altri). Riferimenti storici a cui guardare per trarre idee da rileggere con occhi contemporanei.
Un elemento ricorrente nelle architetture e negli interni di epoca Art Déco è l’arco a tutto sesto. Un elemento geometrico che connota gli spazi e ne definisce il riferimento stilistico. A sinistra, dettaglio di nicchia ricavata all’interno di una parete a giorno attrezzata (su misura). Photo © Franco Debartolo su Unsplash. A destra, un passaggio ad arco che introduce alla zona giorno di un appartamento metropolitano. Photo © Austin Wehrwein su Unsplash.

LE GEOMETRIE E I SEGNI DISTINTIVI DELL’ART DÉCO
La vera sfida sta nel saper armonizzare le nostre esigenze quotidiane con l’idea di creare ambienti dove elementi d’arredo, complementi e dettagli sappiano evocare questo stile noto per la raffinata eleganza. Si gioca su strutture rigorose con segni grafici netti: spigoli vivi o bombati, trapezi, cubi, cerchi e motivi a zig zag o a spina di pesce (specie per i pavimenti, i mosaici e anche i tappeti), mentre sulle pareti ritroviamo cornici intagliate, boiserie, nicchie geometricamente definite, decorazioni e carte da parati di taglio architettonico (o floreali) con effetto tridimensionale.
Ciò che trasforma il minimalismo Art Déco e lo distanzia dalla freddezza industriale è la scelta di materiali nobili, preziosi e riflettenti. Ruolo decisivo va anche al colore: puntare su tinte audaci e vibranti, creando contrasti netti sia con le strutture geometriche, sia con la ricchezza dei materiali.
In mancanza di elementi strutturali a forma di arco, è possibile ricorrere alla carta da parati che riproduce elementi architettonici che svolgono una duplice funzione: dare tridimensionalità agli spazi, profondità e creare un’atmosfera stilisticamente in linea con le grafiche Art Déco. Carta da parati, collezione Simplicity by Johanna Jansson per rebellwalls.com.

Legni esotici, lacca, marmo, pietra, intarsi, pelle, tessuti jacquard o velluti sono l’alfabeto impiegato per ottenere un ambiente sofisticato, cui si associano finiture metalliche – acciaio, ottone, cromature – che esaltano i dettagli grafici. Il vetro lavorato, i cristalli, le lampade, gli specchi molati aggiungono infine trasparenza, luminosità e profondità prospettica.
In un punto di passaggio o nell’ingresso di casa è possibile – con pochi elementi d’arredo cercati sulle piattaforme second hand online o nei mercatini dell’usato cittadini – allestire uno spazio dal fascino glamour. A sinistra, mobile libreria Art Déco italiano, originale del 1940, in noce impiallacciato, in vendita su eBay. Photo © eBay. A destra, un bell’esempio di appendiabiti con cappelliera superiore e ganci in vetro stampato e ottone, del 1940, perfetto per un ingresso contemporaneo e in vendita su Facebook Marketplace. Photo © Facebook Marketplace.

UN LUSSO INTIMO A MISURA DI VITA MODERNA
Nell’Interior design contemporaneo bastano, davvero, pochissimi elementi per cambiare l’anima di una stanza. È fondamentale non appesantire gli spazi con un eccesso di dettagli: un lampadario scultoreo, un rivestimento che muove una parete, un bel divano in velluto dai profili morbidi e confortevoli, un mobile second hand d’epoca a definire una specifica area della casa (come un soggiorno, un ingresso, un angolo lettura)… In pratica, vale la regola di trovare e collocare pezzi d’accento e texture che spezzano la monotonia di un arredamento standardizzato e omologante. L’unica accortezza è studiare nel dettaglio come far dialogare ogni elemento con il tutto.
A sinistra, un elegante angolo lettura arredato con pezzi degli anni Trenta e Quaranta: una confortevole poltrona, una libreria e tavolini in legno, vetro e ottone. A completare, una bella selezione di fotografie in bianco e nero. Photo © Sami Aksu/Licenza Pexels. A destra, un interessante mobile specchiera in radica di noce con specchio circolare molato a mano, cassetti con maniglie in ottone. Originale del 1940 circa. In vendita su Subito.it. Photo © Subito.it.

LA CACCIA AL TESORO: PICCOLI PEZZI ORIGINALI E MARCHI CONTEMPORANEI
Creare questo mix non richiede budget da galleria d’arte. Non serve investire capitali inaccessibili sulle grandi piattaforme internazionali per collezionisti. Il vero segreto risiede nel saper cercare pezzi originali nel circuito del second hand e affiancarli a brand contemporanei che ne evocano il mood. Frequentare i mercatini delle pulci o esplorare piattaforme democratiche come Subito.it, Facebook Marketplace, Etsy o eBay permette di accedere a tesori autentici a prezzi più che abbordabili e, a volte, davvero irrisori.
A sinistra, interno ispirazionale con carta da parati di tipo floreale stilizzato, collezione Ginkgo Lines di rebelwalls.com. A completare l’ambientazione, la poltrona Little Petra, 1938, disegnata da Viggo Boesen, in vendita su diverse piattaforme tra cui mohd.it. A destra, tra le lampade a bulbo sospese, una proposta contemporanea che s’ispira ai modelli Art Déco, la lampada di 101 Copenhagen (101cph.com) No. 2 con bulbo opalino e dettagli in ottone, design Kristian Sofus e Tommy Hyldahl.

Vale, tuttavia, una regola: la pazienza di cercare il pezzo giusto. Si passa dalle stampe grafiche e locandine originali da incorniciare e applicare a parete a maestose specchiere molate; da portacandele in cristallo a vasi in bachelite e ottone fiammato, da vecchie lampade da tavolo e applique, a mobili madie, librerie, specchiere e vetrine dai volumi, materiali e profili inconfondibili dell’epoca.
Senza necessariamente cercare pezzi d’arredo originali o troppo costosi di produzione contemporanea, è possibile ricreare situazioni stilisticamente perfette acquistando prodotti di buon livello. A sinistra, poltrona Vildsund in tessuto Teddy Avorio, in vendita sulla piattaforma della catena danese JYSK (jysk.it). A destra, poltrona Berti, ispirata all’Art Déco di La Redoute (laredoute.com).

LA SPINTA VERSO LA PRODUZIONE CONTEMPORANEA
A questi tocchi vintage si sposa una ricerca mirata verso quelle realtà dell’arredo contemporaneo che promuovono un mood affine, semplificando i codici del passato per adattarli alla quotidianità. Moltissimi brand odierni di design offrono collezioni che riprendono le strutture slanciate in metallo dorato, i dettagli in ottone brunito, i rivestimenti a zig-zag e i marmi intarsiati, ma li applicano a strutture leggere, componibili e funzionali.
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UNA PARENTESI FINALE: GUIDA AI MATERIALI ORIGINALI
Per evitare riproduzioni moderne di bassa qualità durante le ricerche nel mondo second hand, è utile un sintetico promemoria.
Metalli e bachelite
- L’ottone originale degli anni ‘20-‘30 è pesante, massiccio e presenta una naturale ossidazione nei punti meno esposti.
- Il tubolare di acciaio cromato, soprattutto negli arredi razionalisti, è di ferro spesso, piegato a freddo con cromatura pesante. Nelle curve originali la piegatura è fluida e priva di grinze.
- La bachelite è la prima plastica sintetica della storia usata per pomelli, maniglie e altri dettagli. È rigida, calda al tatto e ha colori densi.
A sinistra, gli specchi oltre a dare profondità, specularità e luminosità agli ambienti, rappresentano uno degli elementi ricorrenti dello stile Déco, in architettura. Qui incornicia un bellissimo camino in marmo dalla geometria scalare, presente nel living di Casa Habita a Guadalajara, Messico. Progetto Dimorestudio. Photo © Alan Quirvan su Pexels. A destra, in tema di applique, lo stile Déco predilige i cristalli a cascata e le finiture in ottone. Applique originali in vetro e ottone, in vendita su eBay. Photo © eBay.

Legni e laccature
- Essenze nobili come noce canaletto, palissandro e il costoso ebano Macassar o la radica di noce sono frequenti nei pezzi originali e la venatura del legno è accoppiata a libro – anche con impiallacciatura – con grandissima precisione (praticamente la venatura è speculare).
- La laccatura veniva eseguita a mano con gommalacca o vernici alla nitrocellulosa in numerosi strati sovrapposti, conferendo una lucentezza inconfondibile. Il passare del tempo produce una serie di micro crepe superficiali quasi invisibili (craquelé). È il segno inequivocabile dell’originalità del pezzo.
Specchi e cristallo
- Gli specchi molati hanno la smussatura del bordo eseguita a mano. L’argento sul retro tende a ossidarsi nel tempo, creando macchie scure e puntinature lungo i bordi, conferendo un fascino antico.
- Il cristallo impiegato per portacandele, vasi o lampade è pesante, limpido e cangiante, a differenza del vetro.
In copertina, carta da parati di ispirazione Art Déco, modello Art deco Wall Beige, design Imary di wallism.com. Anche una semplice tappezzeria può conferire allo spazio cucina un mood sofisticato, coniugando praticità a stile.






















