«Ah… l’amore, l’amore». Quante cose si fanno per amore.
Ho scelto questo verso di Luigi Tenco per aprire la vigilia di San Valentino. C’è ironia, c’è disincanto, ma soprattutto c’è verità. Per amore si osa. Si cambia. Si esagera perfino.
E allora perché non farlo anche a tavola?
Nella nostra Table Stories , questo mese dedicata agli innamorati, la mise en place abbandona il minimalismo e si concede un linguaggio più decorativo, ispirato allo stile opulence con suggestioni britanniche e francesi. Il rosa diventa protagonista: non solo simbolo romantico, ma anticipo di primavera. Un’eleganza scenografica, sì, ma sempre misurata. Perché l’eccesso, quando è consapevole, diventa stile.
Lasciamo l’angolo romantico ed entriamo in un territorio più delicato: la camera dei ragazzi.
Non più cameretta, ma spazio identitario. Un ambiente che deve crescere insieme a chi lo abita. Il punto di partenza? Coinvolgerli davvero. Una moodboard condivisa, scelte ragionate su colori, materiali e organizzazione. Perché l’autonomia si costruisce anche attraverso lo spazio.
Dalla dimensione intima dell’adolescenza passiamo al nord di Londra, dove Russet House rilegge l’abitare contemporaneo con sensibilità e misura. Materiali naturali, palette calde, forme morbide. La luce naturale dialoga con l’esterno, gli arredi su misura definiscono volumi senza appesantirli. Una casa che non è semplice contenitore, ma organismo vivo, capace di trasformarsi insieme a chi la vive.
Tre storie diverse, un filo comune: la casa come espressione. Dell’amore, della crescita, della consapevolezza.
Buona lettura
Anna






