televisori vintage rotti

Elettrodomestici – chi si occupa dello smaltimento?

Cosa succede quando un elettrodomestico smette di funzionare e non è riparabile? Diventa un rifiuto e per la precisione si parla di RAEE, acronimo di “Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche” e sono tutti gli apparecchi elettrici ed elettronici che si alimentano con corrente elettrica, attaccandoli alla presa di casa o con le pile, non più funzionanti che vogliamo gettare via. Dal tostapane alla lavatrice, dal più piccolo al più grande.

Remedia è il principale consorzio nazionale no-profit per il riciclo dei rifiuti detti RAEE, pile e accumulatori esausti e si occupa di gestione e smaltimento di questa tipologia di rifiuti.
“Tutti gli elettrodomestici sono costituiti da materie prime che possono essere recuperate e in alcuni casi contengono sostanze pericolose per l’ambiente – spiega Fabrizia Gasperini, Responsabile Relazioni esterne di Consorzio Remedia – Per permettere una corretta gestione e ottimizzare il riciclo, quando diventano rifiuti sono soggetti a raccolta differenziata e il consumatore ha a disposizione diverse modalità e opportunità per disfarsene contribuendo alla tutela dell’ambiente”.

centro raccolta rifiuti grandi
Come smaltirli?
“Tutti i RAEE si possono portare gratuitamente nel Centro di raccolta differenziata del proprio Comune. Un problema che diventa facilmente risolvibile fino a quando le dimensioni lo consentono. Un frullatore, o qualunque altro ped (acronimo di piccolo elettrodomestico), si trasporta agevolmente nel Centro di raccolta differenziata del proprio Comune o addirittura se inferiore ai 25 cm può essere consegnato gratuitamente in grandi punti vendita di elettronica.

Il problema diventa più impegnativo quando si tratta di un elettrodomestico di grandi dimensioni come un televisore, una lavatrice se non addirittura una caldaia. In questo caso è più facile avvalersi del diritto di ritiro gratuito “1 contro 1” ovvero si può consegnare la vecchia apparecchiatura al rivenditore o installatore nel momento in cui se ne acquista una nuova”.

In merito, esiste una specifica procedura, prevista dal decreto 65/2010 per garantire la corretta gestione e riciclo del RAEE. Il rivenditore o installatore deve essere infatti iscritto all’Albo Nazionale dei Gestori Ambientali (ANGA) per poter trasportare il RAEE presso il Centro di Raccolta e avere la documentazione prevista per legge. Tale documentazione necessita anche dei dati del consumatore che chiede il ritiro del RAEE.

rifiuti elettronici raccolta
E una volta che il RAEE si trova nel Centro di raccolta comunale, cosa succede?
“Sono i consorzi come Remedia (consorzioremedia.it) che ritirano il rifiuto, lo trasportano in impianti specializzati per il corretto trattamento dei RAEE e ne garantiscono il riciclo. Per rendere concreta la tutela dell’ambiente che può derivare da questa attività, ecco qualche numero: nel 2016 Remedia ha raccolto oltre 67.000 tonnellate di rifiuti tecnologici e ha garantito un tasso medio di riciclo di oltre l’87%, ricavando materie prime come Ferro, Rame, Plastica, Vetro e tanti altri materiali. Solo il 7,6% di questi rifiuti è finito in discarica. Sono state evitate 311.000 tonnellate di CO2 disperse nell’ambiente, risparmiati 1 milione di metri cubi di acqua, 626 ettari di terreno.”

Una precisazione. I RAEE si suddividono in cinque categorie:
R1 freddo e clima.
R2 altri grandi bianchi (come ad esempio lavatrici, asciugatrici, frigoriferi, lavastoviglie, forni e così via).
R3 Tv e monitor.
R4 informatica, elettronica di consumo, piccoli elettrodomestici, apparecchi di illuminazione.
R5 sorgenti luminose.

discarica elettrodomestici grandi
Fino a questo momento non abbiamo accennato ai costi. Quali sono per il cittadino e quali a carico delle aziende produttrici?
“E’ importante sapere che i consorzi agiscono per conto delle aziende associate (come Daikin) che, secondo il principio di responsabilità estesa del Produttore, devono garantire la corretta gestione dei RAEE e ne finanziano le operazioni di raccolta, trattamento e riciclo. Quindi il consumatore può disfarsi gratuitamente di un apparecchio elettrico ed elettronico come la caldaia elettrica e i produttori di tali apparecchiature, attraverso le attività dei consorzi, ne garantiscono il riciclo. Talvolta il costo dell’ eco-contributo è reso visibile al consumatore, a fianco del prezzo di vendita”.

discarica lavatrici
Un cenno sul consorzio Remedia e come opera.
Remedia è il principale Sistema Collettivo italiano per la gestione eco-sostenibile di tutte le tipologie di RAEE (Rifiuti Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), pile e accumulatori e impianti fotovoltaici. Nato nel 2005 grazie alla volontà di 44 aziende leader nel settore dell’Elettronica di Consumo e dell’ICT il Consorzio conta oggi oltre 1500 iscritti ed è il primo consorzio per quote RAEE e rifiuti pericolosi gestiti.

Per quota di mercato e struttura, rappresenta quindi un punto di riferimento nella gestione di RAEE, Rifiuti di Pile e Accumulatori. Oltre ad essere senza scopo di lucro, il Consorzio è certificato ISO 9000 e ISO 14000, una ulteriore garanzia di trasparenza e serietà nei confronti dei consorziati, dei partner e dei consumatori.

“Tutto questo si può riassumere in un’unica espressione – conclude Fabrizia Gasperini – “Passione per l’Ambiente”, una vocazione che si traduce in azioni concrete per contribuire alla crescita dell’economia del riciclo e alla tutela ambientale del Paese con un approccio globale capace di coinvolgere aziende, cittadini e istituzioni”.
ciclo del riutilizzo schema

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