di Stefania Fanchini – architetto paesaggista – stefaniafanchini.it
Non so per quale strano motivo ho sempre mancato Orticolario, forse per la pigrizia di spingermi fino a Cernobbio nella convinzione che in fondo è una fiera di piante come tante altre o forse perché non mi aspettavo reali sorprese. Confesso che la curiosità di vedere e ascoltare dal vivo Gilles Clément in occasione della sua premiazione ‘Per un giardino evoluto 2017’ ha prevalso su tutto, anche se il tema della nona edizione ‘librarsi verso la luna’ affrontato dai progettisti in concorso ha solleticato non poco la mia fantasia in vista dell’apertura al pubblico serale, un giardino misterioso e poetico al chiaro di luna!
L’impatto con Villa Erba che non conoscevo è stato subito molto piacevole: una dimora storica di grande prestigio a evocare vecchi e raffinati fasti quasi ‘specchiata’ sul lago e un parco con esemplari arborei di rara bellezza, punteggiato da installazioni artistiche e piante dalle calde tonalità autunnali. In tanta bellezza immagino i motivi per cui Luchino Visconti scelse questo luogo per viverci lungamente. All’ombra dei maestosi platani mi è subito chiaro che il tratto distintivo di queste manifestazioni è proprio la grande competenza degli espositori che simulano di volta in volta delle micro-scenografie di verde e colore, dispensando suggerimenti e invitando a sperimentare le novità delle loro collezioni.
L’offerta è straordinaria e si spinge anche alla raffinata oggettistica per la casa e il giardino, ai fiori recisi, ai profumati intrecci in salice di Anna Patrucco (Salix), alla sapiente capacità di immaginare una tavola creativa di ispirazione botanica come quella di Anna Sarcinelli (Officinando) sino alla proposta poetica di Paolo Mezzadri con i suoi Metalli Filati. Quanti spunti per i miei lavori!
foto Luigi Fieni
Proseguo diligentemente nel mio pellegrinaggio tra i ‘giardini lunari’ in concorso accompagnata dall’elegante Erica Ratti e il paesaggista Emilio Trabella con il compito di scegliere quello a cui dare il mio voto, ascoltando con attenzione le spiegazioni dei progettisti da cui traspare passione e reale impegno creativo.
Mi soffermo di fronte a un improbabile prisma scuro rapita dal titolo Dark side of the moon e sorrido a denti stretti pensando agli amati Pink Floyd, ma rimango letteralmente incantata ad ammirare il maestoso gruppo di cipressi calvi all’interno del quale a sorpresa è stato allestito ‘Oasi di relax’ : una cascata di fucsie ‘Eruption’ in sospensione tra gli alberi da gustare comodamente sdraiati. La fucsia è la pianta di questa edizione, una ballerina amante dell’ombra dai colori accesi e dal sapore un po’ retrò, ma di grande interesse per la lunga fioritura estiva/autunnale e per le numerose varietà rustiche.
Vincitore premio “La foglia d’oro del Lago di Como” per la migliore realizzazione è andato a Garden Lignano con il progetto di Robeto Landello “Ciclicità lunare”
Ascolto in rigoroso silenzio i consigli di una grande esperta Marta Stegani che ci illustra la sua preziosa collezione (titolare del vivaio ‘Il giardino delle Essenze Perdute’) e mi riprometto di utilizzarle al più presto in qualche mio lavoro. Giungo infine al termine del mio percorso e mi imbatto nei due allestimenti più poetici ‘Moonlight Garden’ di Leonardo Magatti dove nulla è lasciato al caso pur sembrando casuale, con una scelta raffinata di piante perenni a fioritura bianca e un’atmosfera romantica a bordo laghetto da primo bacio e ‘Che fai tu luna in ciel, dimmi che fai…?’ di Gheo Clavarino all’interno di una radura di bamboo dove una luna luminosa in resina e una scritta fluorescente invita al dialogo e alla riflessione. Ed qui che decido il mio voto, sicuramente poetico.
Il tempo corre e passo in rassegna velocemente i padiglioni dello spazio espositivo permanente più per curiosità che per reale interesse, volo a sbirciare il suggestivo canto delle balene volanti in ‘Alta Marea’ di Stefano Prina e ‘Luna-Park’ di Vittorio Peretto e mi precipito alla navetta in partenza per Milano. Poi mi fermo e mi ricordo che ero principalmente venuta per lui, il giardiniere poeta-scrittore, il teorico del giardino in movimento, Gilles Clément! Torno indietro e mi infilo a conferenza appena iniziata.
Quando prende la parola Gilles, racconta il suo percorso con la semplicità di chi il giardino lo fa quotidianamente con le mani nella terra e il carisma di un saggio che sa ascoltare la natura rispettandola. Parla di un modello economico sbagliato che distrugge le risorse e che affonda le radici nella teoria darwiniana della sopravvivenza del più forte. Conclude con l’elogio della diversità come punto di partenza per avere un ecosistema in equilibrio, come valore da preservare in natura e per l’umanità. E capisco che forse questo è vero il segreto di Orticolario: la diversità, declinata in tutti i modi possibili. ‘Stregata’, ma felice ritorno sui miei amati colli piacentini dove la luna mi sorprende ogni volta che appare con la sua misteriosa luce. Arrivederci al prossimo anno e, questa volta, verrò in visita anche di sera.
Nell’immagine di copertina, parco di Villa Erba. Le foto nell’articolo (eccetto quella con dedica a Stefania) sono di Luciano Movio