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Officine Saffi – “Forms of Belonging”

La ceramica come luogo da abitare, memoria da custodire, legame da riscoprire. A Milano, Officine Saffi porta in mostra 28 artisti da cinque continenti e racconta, attraverso l’argilla, il bisogno profondamente umano di sentirsi parte di qualcosa.

“Appartenere” non è un concetto astratto. Si può appartenere a un luogo, a una collettività, a una storia, intessendo legami tanto invisibili quanto concreti. È da questa idea che nasce Forms of Belonging, la mostra che accompagna la sesta edizione di Officine Saffi Award, il premio internazionale biennale dedicato alla ceramica contemporanea. Il progetto è di Officine Saffi, fondazione no-profit nata a Milano nel 2011, che si occupa di ceramica contemporanea a livello internazionale, promuovendo nuove ricerche e sperimentazioni e favorendo il dialogo tra arte, artigianato e design.

Emily Stapleton Jefferis, Greenway, 2026, finalista Officine Saffi Award 6. Photo courtesy of Fondazione Officine Saffi.
Emily-Stapleton-Jefferis,-opera Greenway

I 28 artisti finalisti, selezionati tra oltre mille candidature provenienti da 41 Paesi e cinque continenti, dimostrano quanto certi legami, tutt’altro che astratti, possano essere trasformati dalla ceramica in creazioni reali e tangibili. Frutto del dialogo tra linguaggi, culture e generazioni diverse, questi manufatti rivelano quanto la ceramica non sia semplicemente una tecnica quanto un modo per parlare di identità, rituali, relazioni e memoria attraverso una materia che conserva ancora, nel segno della mano, qualcosa di profondamente umano.

A sinistra, Gerald Mak, Over Persimmon And Tea, 2026, finalista Officine Saffi Award 6. Photo courtesy of Fondazione Officine Saffi. A destra, Gianluca Brando, Fondamenta 2025, finalista Officine Saffi Award 6. Photo courtesy of Fondazione Officine Saffi.
opere officine saffi Gerald-Mak-Over-Persimmon-And-Tea-Gianluca-Brando,-Fondamenta

A conquistare il primo premio del valore di 10mila euro è l’artista sudafricano Andile Dyalvane con la scultura iThwasa (The One Who is Blossoming). La sua opera, realizzata insieme alla moglie Nkuthazo Alexis Dyalvane, afferma la capacità della ceramica di custodire la memoria collettiva e un senso di appartenenza che è insieme personale e condiviso.

A sinistra, ritratto di Andile e Alexis Dyalvane. Photo courtesy of Fondazione Officine Saffi. A destra, Andile Dyalvane, iThwasa, 2024, finalista Officine Saffi Award 6 e opera vincitrice del primo premio di Officine Saffi Award 6. Photo courtesy Fondazione Officine Saffi.
Andile-e-Alexis-Dyalvane-vincitrice-premio-officine-saffi-6-award

Il manufatto premiato aderisce quindi perfettamente alla visione di Fondazione Saffi, che usa la ceramica come punto di partenza per interrogare il presente. Come spiega la stessa Laura Borghi, presidente di Fondazione Officine Saffi: «La ceramica conserva una qualità oggi particolarmente preziosa: in un’esperienza quotidiana sempre più mediata dall’iperrealtà della comunicazione, mantiene viva la relazione tra il gesto umano e la materia. Sperimentarla e sostenere la ricerca degli artisti significa preservare una dimensione concreta dell’incontro, attraverso cui continuare a orientarci nel mondo».

A sinistra, Bisila Noha, Water Jug, finalista Officine Saffi Award 6 e opera vincitrice del Premio Tacchini. Photo © Christian Cassiel. A destra, ritratto di Bisila Noha. Photo © Christian Cassiel.
Bisila-Noha,-Water-Jug,-finalista-Officine-Saffi-Award-6 opera vincitrice premio tacchini

È anche attraverso questa relazione diretta con la materia che Forms of Belonging restituisce la ricchezza della ceramica contemporanea. Oggetti funzionali, sculture, installazioni e opere dal carattere narrativo attraversano tante culture, accostando saperi tradizionali e processi sperimentali, alto artigianato e collectible design. La selezione riunisce artisti di diverse età e in diverse fasi del proprio percorso, creando un link prezioso tra prospettive emergenti e pratiche consolidate. Una geografia ampia e non uniforme, nella quale ogni artista porta le proprie riflessioni sul tema dell’appartenenza e sui legami costruiti con le comunità, i luoghi e le memorie.

Accanto al premio principale, Officine Saffi Award assegna anche riconoscimenti pensati per accompagnare la ricerca degli artisti oltre il momento espositivo. Tra questi, i Premi Residenza, lo Young Artist Prize by Ottostumm/Mogs (assegnato a Takumi Morozumi e Pan Loong) e il nuovo Premio Tacchini (assegnato a Bisila Noha).

A sinistra, Takumi Morozumi, Abystrata, 2025, finalista Officine Saffi Award 6 e opera vincitrice del Young Artist Prize by Ottostumm/Mogs. Photo courtesy of Fondazione Officine Saffi. A destra, Pan Loong, Leaves, 2022-ongoing, finalista Officine Saffi Award e opera vincitrice del Young Artist Prize by Ottostumm/Mogs. Photo courtesy of Fondazione Officine Saffi.
opera-Abystrata-e-opera-Pan-Loong officine saffi award

In un tempo in cui molta della nostra esperienza è mediata dalla tecnologia e dalla perfezione digitale, la ceramica ci ricorda l’importanza del gesto, dell’imperfezione, della trasformazione. Forms of Belonging non è solo un’esposizione interessante: è un progetto che racconta del nostro bisogno di lasciare tracce, di riconoscerci negli oggetti che ci circondano, di sentirci parte di un tutto e di ritrovare – attraverso le mani – un legame più autentico con il mondo.

Forms of Belonging
Ingresso gratuito

Dove: Fondazione Officine Saffi, via G.B. Niccolini 35 A – Milano
Quando: 30 settembre – 13 novembre 2026
Dal martedì al venerdì, 10.30 -13.00 e 14.30 -18.30; Sabato, 11.00 -18.00

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