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Editoriale – back to school

Buongiorno e ben ritrovati,
dopo la pausa estiva, dovremmo (il condizionale è d’obbligo) essere pronti per la ripresa, meglio nota come “back to school”.

Per quei pochi che ancora non conoscono questo termine, indica il momento in cui viene ufficialmente decretata la fine delle vacanze. Si torna a scuola, riprendono i corsi e le lezioni lasciate in sospeso: dal pilates allo yoga, dai corsi di ceramica a quelli di restauro di mobili (quello che seguo io da qualche anno), è tutto un riprendere da dove avevamo interrotto. In pratica, un passaggio fondamentale per lo step successivo: l’autunno con i suoi riti.

Qui mi fermo, appoggio la “penna” e, prima di proseguire nel mio ruolo di direttrice di un magazine che racconta – grazie a una squadra fantastica composta da professionisti competenti e capaci – storie di oggetti o dei loro creatori che sarebbero (ed è vero) perfetti per la vostra casa, faccio una precisazione.

Quest’anno preferisco andare controcorrente e non cercherò di archiviare questa estate come nulla fosse, proponendovi il più classico dei rituali post-vacanzieri: “la lista dei buoni propositi”. Non lo farò. Non so voi, ma questa estate caldissima e umidissima e, a quanto pare, senza fine mi ha davvero messo alla prova e, a giudicare da quello che ho visto in alcuni centri commerciali, non ero la sola, quattro zampe comprese.

Davvero non me la sento di seguire la retorica del rientro felice che immancabilmente accompagna post e articoli dedicati al rientro dalle vacanze. Perché, diciamolo, il rientro non è sempre una passeggiata. Significa riprendere ritmi, impegni e scadenze, rimettere insieme i pezzi di una quotidianità lasciata momentaneamente in sospeso e ricominciare a correre proprio quando, forse, avremmo ancora bisogno di rallentare. Fingere che basti una lista di buoni propositi per affrontare tutto con rinnovato entusiasmo non mi appartiene. E soprattutto non sarebbe coerente con il modo in cui voglio raccontarvi le cose.

Un modo che passa inevitabilmente anche da ciò che scegliamo di raccontare. Nei nostri articoli ci mettiamo davvero tutta la passione e la professionalità per proporvi il meglio che il saper fare (bene) è in grado di regalarvi. Sono piccole e grandi storie, anche leggere se volete, che testimoniano abilità preziose che meritano di essere raccontate. E lo facciamo tutto l’anno, senza sosta.

Questo è il nostro mestiere. Poi c’è il mondo. Ecco, noi siamo esattamente nel mezzo e non sempre è corretto far finta che non esista. Non fraintendete, rimarrò sempre la persona che si emozionerà davanti a una mise en place ben fatta e andrà in visibilio davanti a un bell’oggetto di design o artigianale. Continuerò a regalarvi piccoli sogni per rendere più bella e accogliente la vostra casa, ma desidero farlo rimanendo ancorata alla realtà. È anche da questa consapevolezza che sono già al lavoro con il team per apportare ulteriori cambiamenti al magazine. Lo vedrete nei prossimi mesi.

Per la copertina, ho scelto un’immagine evocativa di uno dei capolavori creati da Poul Kjærholm, maestro del design danese, che ha unito rigore minimalista, eleganza senza tempo e materiali industriali in arredi divenuti vere icone. Se volete leggere l’articolo, lo trovate qui.

Come sempre,
buona lettura.
Anna

 

Immagine di copertina, La sedia PK0A e il tavolo PK60 creano una formidabile sintesi estetica di tecnica, forma e funzione. Foto da catalogo Fritz Hansen.

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