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Ligne Roset – dove il design prende forma

Un viaggio nel cuore creativo di un’azienda che unisce maestria, lavorazioni artigianali e innovazione, dai reparti produttivi dove nascono i mobili a raffinati spazi narrativi che suggeriscono un vivere contemporaneo sempre più très chic.

Quando si pensa a Lione, la mente corre ai suoi traboules (i tipici passaggi coperti tra gli edifici), alle vie strette e caratteristiche, alle piazze storiche che raccontano secoli di vita. In questa città, che fonde tradizione e modernità, c’è un luogo che descrive un’altra storia: quella del design francese, della produzione manifatturiera di qualità e della visione di un lifestyle moderno che accarezza una sensibilità estetica di nicchia. La mia visita a Ligne Roset è partita da L’Appartment, situato in 41 rue Auguste Comte, per poi proseguire negli stabilimenti produttivi e concludersi nello showroom e nell’outlet: un ritmo perfetto di scoperte, emozioni e riflessioni. Ad accogliere me e gli altri invitati della stampa c’era Olivier Roset, Co-CEO e Direttore Generale del Groupe Roset.

Olivier Roset, Co-CEO e Direttore Generale del Groupe Roset. Photo © Ligne Roset
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Vi chiederete: L’appartment? Non è un negozio nel senso consueto del termine. È uno showroom concepito come un vero appartamento, nato dalla volontà di avere due presenze del marchio a Lione dopo la chiusura, nel 2014, di una delle boutique storiche. Quando si è presentata l’opportunità di questo piccolo locale – circa 120 metri quadrati – la scelta è stata quella di non replicare un flagship standardizzato, ma di sperimentare una forma diversa, più intima e narrativa. A Marie-Christine Dorner è stata affidata carta bianca per mettere in scena una selezione della collezione Ligne Roset, costruendo un interno credibile e vissuto, capace di suggerire un modo di abitare più che di esporre prodotti.

L’appartment by Ligne Roset.
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L’idea originaria prevedeva che ogni anno un designer o un architetto reinterpretasse lo spazio, rinnovandone lo spirito senza stravolgerne la struttura. Il Covid ha rallentato questo progetto, che però non si è fermato e oggi continua sotto la direzione della stessa Dorner. Una continua evoluzione. Poco più di un anno fa, per esempio, è stato completamente ridipinto: dalle tonalità scure e avvolgenti della prima versione si è passati, nel maggio 2024, a una palette più audace e luminosa, apparentemente rischiosa sulla carta, ma sorprendentemente equilibrata nella realtà.

L’appartment by Ligne Roset.
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L’Appartment funziona in dialogo continuo con il punto vendita principale della maison in città, situato nel sesto arrondissement. Non c’è competizione, ma collaborazione: i due spazi condividono clienti, progetti e visione. Qui il rapporto è più diretto, raccolto, quasi confidenziale. È anche un luogo pensato per ospitare incontri, laboratori e momenti di confronto con tutti i professionisti di settore. Le opere d’arte presenti, selezionate sempre da Dorner, provengono dalla Galerie Mazurel, che si trova nella stessa strada: un trait d’union naturale tra arredo e arte contemporanea, tra spazio abitato e contenuto culturale.

Gli stabilimenti di Ligne Roset situati nel cuore del Bugey (Ain). Photo © Ligne Roset
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Lasciato il centro di Lione, la visita è proseguita verso i vicini stabilimenti produttivi nel cuore del Bugey (Ain). È qui che il racconto si radica nella lavorazione della materia. Ligne Roset nasce nel 1860 e mantiene ancora oggi la produzione nel cuore della Francia, tra le regioni dell’Ain, dell’Isère e del Rodano. Cinque stabilimenti, una superficie complessiva imponente e una filiera interna e controllata. La storia comincia con Antoine Roset, produttore di stecche per ombrelli, e si evolve grazie alla visione di sua moglie Emilie, che intuisce la possibilità di utilizzare le stesse macchine per realizzare componenti in legno per sedute. Nello specifico, i piedini. Da lì, un percorso che non ha mai abbandonato il legame con il territorio.

Un’immagine storica delle maestranze di Ligne Roset a fine Ottocento. Photo © Ligne Roset
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Tornando alla mia esperienza, la falegnameria è stata il primo impatto varcato l’ingresso dell’azienda. Il legno, rigorosamente tracciato e in gran parte proveniente da foreste vicine, viene lasciato acclimatare all’esterno e successivamente spostato all’interno, prima di essere lavorato. Le essenze utilizzate sono frassino, rovere, noce (anche americano) e faggio, mentre per le parti non a vista dei mobili vengono impiegati pannelli in MDF. Le macchine svolgono gran parte del lavoro, ma la mano dell’artigiano resta centrale nella rifinitura; in questo reparto lavorano, infatti, circa trecento persone. Gli scarti non vengono sprecati: alimentano il riscaldamento dei capannoni, sono venduti per lo stesso scopo o messi a disposizione dei dipendenti. Un esempio concreto di sostenibilità.

Una fase della lavorazione sartoriale dei prodotti Ligne Roset nel reparto tessuti. Photo © Ligne Roset
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Il reparto tessuti e pelli racconta un altro livello di complessità. Non esiste un magazzino di prodotto finito: tutto viene realizzato su ordine, con tempi che possono arrivare a tre mesi, spedizione inclusa. I tessuti – oltre 170 rotoli per più di 1.300 colori – provengono in gran parte dall’Italia, ma anche da Germania e Scandinavia, e vengono controllati metro per metro. Le pelli, tutte certificate e tracciate, sono circa 900 al mese. Ogni scarto viene riutilizzato e destinato a nuove lavorazioni artigianali locali. I bottoni vengono realizzati contestualmente al taglio di ogni rivestimento, circa 300 al giorno. Un macchinario a laser proietta sul tessuto le sagome necessarie, ottimizzando precisione e riducendo gli sprechi. All’interno di ogni imbottito viene inserito un campione di stoffa identificativo, per garantire in futuro la stessa finitura. Un tocco realmente sartoriale.

La produzione di Togo viene fatta a mano, nella parte del rivestimento, da un tappezziere esperto che cuce personalmente ognuna delle sue iconiche pieghe. Photo © Ligne Roset
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Le schiume rappresentano un capitolo a parte: almeno venti tipologie diverse, per densità e consistenza. Togo, icona assoluta, ne utilizza tre. Vederlo nascere è uno dei momenti più intensi della visita: la scocca viene rivestita interamente a mano da un tappezziere esperto che, con gesti sicuri e forza calibrata, crea una ad una le pieghe caratteristiche, fissandole dall’interno con lunghi aghi curvi. Per una singola poltrona serve più o meno un’ora e mezza di lavoro manuale. Ogni mese vengono utilizzate circa 15 tonnellate di schiuma; una parte viene recuperata, il resto è oggetto di ricerca per soluzioni biodegradabili.

Togo by Ligne Roset, design Michel Ducaroy. Photo © Ligne Roset
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Dopo la fabbrica, il museo con i pezzi storici li accanto – Studio 1860, inaugurato di recente – l’outlet e lo showroom offrono una sintesi tangibile di quanto visto: spazi studiati con cura, capaci di far immaginare i mobili nella vita di tutti i giorni e non come semplici prodotti da esposizione. Durante il pranzo offerto a me e agli altri ospiti, parlando con la famiglia Roset – in particolare con Olivier – abbiamo ulteriormente approfondito diverse tematiche che hanno delineato con chiarezza il quadro complessivo di una vera e propria visione concettuale a tutto tondo.

L’appartment by Ligne Roset.
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In primis, è emersa con chiarezza l’idea che si nasconde dietro L’Appartment: non un negozio tradizionale, ma un luogo che assomigli al modo in cui le persone vivono davvero, un interno completo curato da un designer, pensato per offrire un’esperienza immersiva ad architetti e clienti finali. Un modello replicabile, comprensibile in poco tempo e adottabile da chi già opera nella distribuzione. Il perché è presto spiegato: una parte significativa della clientela di fascia alta acquista attraverso architetti d’interni.

Il confine tra retail e progettazione è sempre più sottile, e questo consente di parlare di filiera e costruire sistemi di relazione. Nei grandi negozi, circa il 15-20% degli ordini proviene dal contract vero e proprio – alberghiero, ristorazione, navale – un segmento con regole specifiche. La selezione delle collezioni nell’Appartment non segue la logica della novità a tutti i costi: è l’insieme che conta, talvolta arricchito da elementi personali per rendere l’atmosfera più autentica.

L’appartment by Ligne Roset.
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Esiste da sempre una tensione tra retail e architetti, soprattutto su scontistiche e gestione del cliente. Questo “atelier” nasce anche per favorire un dialogo più equilibrato. Si valuta la possibilità di replicare il concept in città come New York, Londra o Milano, soprattutto se collegato a un negozio tradizionale. La città meneghina resta strategica: in passato un negozio in via Manzoni ha funzionato molto bene come immagine, meno come strumento effettivo di vendita. Tornare è un obiettivo, ma solo con un progetto coerente.

Anche la strategia fieristica è cambiata: meno saloni, più visione. Oggi Ligne Roset organizza un proprio evento in aprile a Parigi, al Palais de Tokyo, prima del Salone del Mobile. Non per vendere soltanto mobili, ma per condividere un’idea di vita e di brand. Togo, con quasi due milioni di pezzi distribuiti, resta un’icona, mentre il lavoro con oltre cento designer all’anno alimenta un catalogo sempre vivo e interessante. Al passo con le dinamiche estetiche della progettazione contemporanea.

L’appartment by Ligne Roset.
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La produzione generale – prosegue monsieur Roset – coinvolge circa 800 persone e, pur rappresentando una realtà globale, vede in ogni mercato il suo peso specifico: l’Italia, con circa il 5-6% del fatturato, resta fondamentale per la cultura del design e per il confronto con il tessuto industriale locale. In un sistema che tende alle fusioni, Ligne Roset resta un’azienda familiare, attenta a crescere senza perdere identità. La forza del marchio, alla fine, risiede nella comunità che riesce a costruire intorno a sé.

ligne-roset.com

Il direttore Anna Caldera insieme (da sinistra) a Olivier, Michel e Alexandre Roset durante la visita a Lione nel mondo Ligne Roset.
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In copertina, un raffinato interior che mette in evidenza le linee eleganti e la versatile modularità di Togo di Ligne Roset.

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