galleria-del-design-polacco-all’interno-del-Museo-Nazionale-di-Varsavia

5 design destinations da tenere d’occhio

di Roberta del Vaglio.

Per chi ama design, architettura contemporanea e artigianato creativo un Grand Tour dei giorni nostri in 5 tappe, che escono dai soliti percorsi ma che stanno emergendo per la loro visione unica dello stile.

Non solo Milano, Parigi o Londra. Per un lungo week-end di primavera all’insegna del design vale la pena guardare oltre le mete più battute. Tra gallerie indipendenti, fabbriche riconvertite, musei dell’arredo e quartieri creativi in fermento, ecco cinque città da tenere d’occhio: Eindhoven, Porto, Varsavia, Atene e Vienna. Nomi illustri, ma ancora fuori dal circuito più prevedibile delle design destinations. Ed è proprio questa loro posizione laterale a renderle oggi così interessanti.

1 – EINDHOVEN: IMMERGERSI NEL DESIGN SPERIMENTALE

La scena creativa di Eindhoven ruota attorno alla Dutch Design Week (ottobre) e, soprattutto, alla Design Academy Eindhoven, accademia di riferimento internazionale per il design nella sua forma più libera e sperimentale. Questo approccio si riflette nella conformazione della città, dove spazi ibridi accolgono funzioni e stili diversi. Al Van Abbemuseum arte e design convivono nel calendario espositivo; Kazerne è insieme spazio espositivo, hotel e ristorante.

Van Abbemuseum a Eindhoven.
Van-Abbemuseum-Eindhoven

Allo stesso modo, il quartier generale del designer Piet Hein Eek non è soltanto il suo studio, ma anche showroom, ristorante e hotel. Un altro nome di riferimento per il design cittadino è il duo creativo Kiki&Joost: il loro stile, colorato e dalle forme organiche, trova espressione nel loro showroom che è una tappa da non perdere. Per dormire, merita attenzione anche l’Hotel Mariënhage, nato dalla ristrutturazione in chiave contemporanea di un ex monastero. “Ibrido” è la parola chiave anche per il food: ad esempio KEVN, ospita studi creativi, eventi e un bistrot con tavolini anche all’aperto.

Eindhoven è una città proiettata verso il futuro, ma con un passato importante segnato in primis da Philips: è qui che nasceva la sua prima fabbrica di lampadine. Oggi l’impianto è stato riconvertito e ospita non solo il Philips Museum, ma anche Strijp-S, il distretto del design dove muoversi tra gallerie, negozi creativi, bar e ristoranti.

A sinistra, allestimento di Kazerne per la Dutch Design Week 2025; a destra, spazio espositivo di Kiki&Joost
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2 – PORTO: A CACCIA DI ARCHITETTURE STREPITOSE

Le facciate rivestite di azulejos valgono da sole un viaggio a Porto; a fare da contrappunto, nel quartiere Baixa, c’è il murale firmato da Joana Vasconcelos, artista portoghese di punta, il cui linguaggio caleidoscopico e multimateriale dialoga da vicino con il mondo del design. Meno gettonata di Lisbona, Porto conserva proprio per questo il fascino della scoperta e merita un pizzico di curiosità in più, anche solo pensando che qui sono nati due grandi maestri dell’architettura contemporanea: Eduardo Souto de Moura (Pritzker Prize 2011) e Álvaro Siza (Pritzker Prize 1992).

A segnare in modo indelebile il profilo della città è stato anche l’ingegnere belga Théophile Seyrig, collaboratore di Gustave Eiffel, che nel 1881 progettò e costruì l’iconico Ponte Dom Luís I sul fiume Douro. La terrazza del Vincci Ponte de Ferro è il punto ideale per ammirarlo, oltre a essere un ottimo indirizzo dove mangiare e dormire. Porta invece la firma dell’architetto olandese Rem Koolhaas uno degli edifici più spettacolari della città: la Casa da Música, sala da concerti e landmark contemporaneo.

Cantina vinicola Quinta de Adorigo. Photo © Fernando Guerra
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Porto si identifica però soprattutto con il suo vino: WOW – World of Wine è un distretto culturale nato dalla conversione di antichi depositi vinicoli: oggi ospita 7 musei, 12 tra ristoranti e bar, oltre a negozi ed esposizioni temporanee. Infine, vale la pena spingersi fuori città, nella Valle del Douro, fino alla tenuta Quinta de Adorigo: affacciata sui terrazzamenti che degradano verso il fiume, la cantina è stata progettata da Atelier Sérgio Rebelo ed è possibile visitarla e degustarne i vini.

La piazza principale del distretto culturale Wow.
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3 – VARSAVIA: RICOSTRUZIONE URBANA E GALLERIE ALL’AVANGUARDIA 

Varsavia è una città che, più di molte altre, ha saputo rialzarsi dopo la distruzione: durante la Seconda guerra mondiale fu quasi completamente rasa al suolo, per poi essere ricostruita soprattutto a partire dal racconto visivo dei dipinti settecenteschi di Canaletto. In un certo senso, si potrebbe dire che il vedutista veneziano sia stato il progettista involontario della città, che oggi offre un’esperienza architettonica unica nel suo genere.

Tra i palazzi storici ricostruiti c’è anche quello che ospita l’Hotel Verte, indirizzo ideale non solo per soggiornare ma anche semplicemente per un brunch. Così come il ristorante Epoka, che propone piatti della tradizione polacca riletti in chiave contemporanea. In tema di riconversioni, merita una visita Elektrownia Powiśle, ex centrale elettrica trasformata in uno spazio polifunzionale dedicato a shopping, food e mercatini vintage.

Elektrownia Powiśle. Photo © Filip Kwiatkowski
elektrownia polonia

La scena contemporanea di Varsavia si anima inoltre tra gallerie d’arte e design come la Craftica Gallery di Anna Starak, specializzata in artigianato polacco contemporaneo, e la Leto Gallery, dove scoprire il lavoro degli artisti polacchi maturati dopo la caduta del comunismo nel 1989. Anche nei grandi magazzini Mysia 3 si possono scovare creativi locali, ad esempio nei corner di NAP per l’artigianato e di Orska per il gioiello contemporaneo; mentre per farsi un’idea del furniture design polacco vale la pena visitare la sezione dedicata del Museo Nazionale di Varsavia.

Leto Gallery, Xawery Wolski, Impulse, 2024, installation view, courtesy of LETO Gallery. Photo © Bartosz Górka
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4 – ATENE: BLEND INASPETTATO DI CLASSICO E MODERNO

L’Acropoli si scorge da ogni quartiere della città, a ricordare che la bellezza e il rigore dell’architettura classica, forse, sono insuperabili. Ai suoi piedi sorge il Museo dell’Acropoli, progettato dallo svizzero Bernard Tschumi in acciaio, vetro e cemento: inaugurato nel 2009 per ospitare oltre 4.000 reperti archeologici, rappresenta il primo dialogo con l’architettura e il design del presente. A questo si è aggiunto, nel 2017, il Centro Culturale della Fondazione Stavros Niarchos, firmato da Renzo Piano.

Fondazione Stavros Niarchos. Photo ©SNFCC_Yiorgis Yerolymbos
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La creatività contemporanea non scorre soltanto in queste sedi istituzionali, ma anche lungo le strade vivaci e affollate del centro, dove i palazzi decadenti del primo Novecento vengono ristrutturati a ritmo costante e spesso trasformati in boutique hotel. È il caso del The Dolli at Acropolis, dove dormire o anche solo fermarsi sulla terrazza con vista mozzafiato sull’Acropoli. Inaspettati e sorprendenti sono anche gli interni del New Hotel, curati dai brasiliani Humberto e Fernando Campana. Un altro interessante esempio di recupero è la sede ateniese della Gagosian, ospitata in un palazzo novecentesco oggi trasformato in spazio per l’iconica galleria di arte contemporanea.

Atene è anche la destinazione ideale per chi è alla ricerca di artigianato contemporaneo: Contrust Collective è un piccolo concept store gestito da un collettivo di artisti e artigiani locali; Mon Coin Studio è specializzato in ceramiche contemporanee; Paraphernalia e A Future Perfect accolgono le creazioni di designer internazionali. Per un souvenir fuori dagli schemi e di qualità c’è il piccolo ma ricco Dià Tauta, shop di ricerca dedicato all’artigianato contemporaneo locale.

L’hotel The Dolli at Acropolis.
hotel-The-Dolli-at-Acropolis

5 – VIENNA: RISCOPRIRE LA STORIA DEL FURNITURE DESIGN

Il legame tra Vienna e il design dell’arredo è fortissimo, anche se spesso si tende a dimenticarlo: non a caso la Vienna Design Week (fine settembre) è tra gli eventi più in crescita nel settore. La prima immagine che viene in mente è la sedia in legno curvato, frutto dell’intuizione di Michael Thonet, che proprio a Vienna avviò il suo primo laboratorio per la produzione della celebre seduta. Oggi la sedia è ancora onnipresente nei caffè della città, come lo storico Café Bellaria, recentemente ristrutturato dallo studio viennese KLK, ma anche nelle case di tutto il mondo. La stessa seduta si ritrova nelle sale del Möbelmuseum, interamente dedicato alla storia dell’arredo viennese e ospitato in quello che un tempo era il deposito dei mobili della famiglia reale degli Asburgo.

A sinistra, MAK Museo Arti Applicate; a destra Möbelmuseum.
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Al MAK – Museo di Arti Applicate sono state recentemente riallestite le sale dedicate alla collezione permanente del ‘900, offrendo uno sguardo unico sul design del secolo scorso. Il ‘900 è protagonista anche da Vintagerie, galleria dedicata al modernariato e lo shopping vintage trova spazio anche da Glasfabrik, ospitato in una ex fabbrica del vetro.

Lo studio berlinese weStudio ha firmato gli interni dell’hotel Companion, combinando stile contemporaneo ed elementi tipici della Wiener Werkstätte, la dirompente corrente creativa viennese dei primi del ‘900 che fondeva arte e design. Companion è un ottimo indirizzo non solo per dormire, ma anche per un drink al Bar Calypso, dove lasciarsi avvolgere dal rosso dei marmi e del velluto.

Bar Calypso del Companion hotel a Vienna.
bar calypso companion hotel vienna

In copertina, galleria del design polacco all’interno del Museo Nazionale di Varsavia. Photo © City of Warsaw

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