poltroncine gotham verde e senape

Epònimo – manifesto di un design familiare

Non vedo l’ora di scoprire la visione di Epònimo alla prossima Milano Design Week. Le aspettative, viste le ultime proposte del 2025, sono alte: il brand milanese ci ha ormai abituati a pezzi di design capaci di parlare alle persone e di restituire familiarità e calore agli ambienti. Con la forza della memoria.

Volete sapere perché mi piace il design di Epònimo? Perché questo nome non è soltanto un’etichetta, ma rappresenta un manifesto di intenzioni originalissimo e raro nel panorama dell’interior design contemporaneo. Nel suo nome c’è già tutto: un’identità dichiarata, un segno distintivo, un progetto che nasce da chi lo ha pensato - i fondatori Federico Carandini e Alberto Colzani - ma che parla anche di noi, di ciò che riconosciamo come familiare, essenziale, vero.

Sì, perché è la visione di un’azienda che sceglie di ritornare agli archetipi del design, alimentando con passione una produzione che risveglia il ricordo rassicurante di forme ancorate agli anni d’oro delle icone d’arredo Fifties e Sixties e, allo stesso tempo, sorprende con un’estetica moderna, capace di adattarsi al ”qui e ora”.  La progettazione si fonda su un principio chiaro: recuperare le morfologie originarie del design, quelle che hanno plasmato l’immaginario collettivo, e reinterpretarle alla luce della contemporaneità, con il plus dell’uso di materiali naturali, lavorati con l’ausilio di nuove tecnologie e manifatture specializzate.

È questa la cultura aziendale di un marchio che nasce nel 2014 a Milano e svela il lato più profondamente umano della sua milanesità quando sceglie di non inseguire le mode, ma di onorare la storia e il tempo. Recuperando i fondamenti del design, li studia con rispetto e li rielabora con armonia, senza tradirli. Una formula che rende la presenza dei suoi prodotti nello spazio non solo piacevole, ma adatta a qualsiasi contesto.

Ogni pezzo di Epònimo è una sintesi tra passato e presente, tra forma nota e dettaglio inatteso.
poltrona-endo

Altro aspetto che apprezzo di questo brand è che la sua produzione made in Milano è autentica e ultra locale, quasi intima: non supera infatti i 50 chilometri dalla metropoli lombarda e viene affidata a mani esperte, all’interno di officine e laboratori dove si sa ancora fare bene. Da Epònimo non si punta alle quantità, ma alla qualità: i materiali sono selezionatissimi, le finiture artigianali, il pensiero dietro ogni progetto è profondo e coerente con l’idea di conservare codici estetici esemplari - da qui il nome – valorizzandone la bellezza, con garbo e discrezione, tramite interventi progettuali accuratamente studiati.

Mi piace questa realtà, perché in un mondo che corre sempre più veloce, piano piano è arrivata lontano: sono ormai 50 i prodotti che propone oggi a catalogo, tra divani, sedie, tavoli e poltrone che non sono solo arredi, sono presenze. Versatili, eleganti, comodi, ma soprattutto originali. Non vedo l’ora di scoprire le ultime novità al Fuorisalone 2026, perché i cinque pezzi che il brand ha presentato durante la scorsa Milano Design Week avevano davvero un gran carattere. Facciamo un recap.

La poltrona girevole Endo – qui nella versione in cuoio color naturale e nero – è disponibile in 15 colori, design Alberto Colzani, 60x80x89h cm.
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Endo  è una poltrona girevole in cuoio. Perfetto esempio di sobria eleganza, ma con un aspetto matericamente molto ricco, che diventa unica col passare del tempo. Al telaio interno, in tubolare di acciaio, sono infatti tesi e cuciti dei pannelli di cuoio che, senza l’uso né di schiuma poliuretanica né di cinghie elastiche, ottimizzano la sostenibilità e si adattano col tempo alla forma del corpo, trasformando Endo in una seduta personalizzata.

Tavolino Toid con un’unica struttura in bronzo, design Federico Carandini, Ø 40x55h cm.
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Il tavolino Toid una volta sarebbe stato chiamato “tavolino da fumo” e difatti si ispira a quel tipo di arredo, anche se oggi si definisce “side table”. La sua peculiarità sta nella struttura in bronzo, ottenuta da un’unica fusione in terra che, grazie a un processo, seguito completamente a mano da un maestro fonditore vicino a Milano, rivela le due opposte qualità materiche di questo materiale. Nella parte inferiore, trattata a cera e poi a fiamma, la finitura è ricca, calda e quasi nera, mentre il piano superiore è lucidato a specchio e riporta Il segno circolare “solarizzato”, volutamente preservato come prezioso dettaglio, che si sviluppa naturalmente durante il processo di manifattura.

Comfort estremo e carattere giocoso per la poltroncina Gotham, design Federico Carandini, 63x58x80h cm.
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Ad allargare la famiglia di poltrone Gotham arriva la versione piccola, che ne riprende i principi estetici e costruttivi ma introduce nuovi elementi formali. Curve e volumi ampi per le parti tessili imbottite, le donano un’immagine giocosa e invitante, mentre lasciano inalterato il contrasto visivo che, rafforzato da un bracciolo in rovere, è la cifra stilistica di tutte le sedute della linea. A dare forte carattere al prodotto, il rivestimento in panno Casentino, il tradizionale tessuto toscano di lana storicamente usato per capi di abbigliamento e introdotto da Epònimo nel mondo dell’arredo contemporaneo, e il velluto di cotone a coste.

Alustool, sgabello in lamiera di alluminio tagliata e piegata, con piedini in gomma, design Alberto Colzani, 44x48x98h cm.
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Essenziale e leggero ma anche ricco e comodo, lo sgabello  Alustoool è sviluppato a partire dalle linee essenziali e archetipe della omonima sedia. Progettato con lastre di alluminio tagliate, piegate e assemblate senza alcuna saldatura, è sostenuto da gambe cilindriche in metallo e piedini in gomma che servono a non fare rumore quando lo si sposta. La seduta apparentemente rigida è resa invece confortevole dal cuscino staccabile.

Tavolo basso Roll in marmo ottenuto da un unico blocco, design Federico Carandini, Ø 90x30h cm.
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Più che un complemento, il tavolo basso Roll è un elemento scultoreo. Ottenuto da un unico blocco di marmo di Carrara, ha una forma plastica e organica che cambia in base al punto di osservazione. Ma si tratta anche di un arredo funzionale, che ricava dal volume cilindrico una cavità interna dove poter contenere cuscini, libri, riviste, ecc. Mentre il piano superiore, grazie a un piccolo bordo rialzato consente di appoggiare in sicurezza gli oggetti.

Guardando questi arredi, si percepisce il profumo del legno lavorato con maestria, la morbidezza delle forme in pelle e dei tessuti che non graffiano lo sguardo, ma lo cullano. È come rivedere le cover patinate di qualche decennio fa, ma con la luce e l’aria di oggi. Uno stile iconico che sa di casa, di cose fatte bene, di bellezza che dura. La sensazione che mi ha trasmesso è che il design possa essere un ponte tra epoche. Ogni pezzo di Epònimo è un esercizio di equilibrio tra nostalgia e innovazione, e ogni segno racconta una storia antica con voce nuova.

eponimo.it

In copertina, la nuova poltroncina Gotham: dimensioni ridotte, comfort all’ennesima potenza.

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