di Sara Gecchelin.
Da tempo cerchiamo di raccontare come comfort, sostenibilità e qualità dell’abitare possano evolvere insieme: l’occasione ce la dà MCE Lab con una nuova ricerca che esplora come antiche tradizioni e moderne innovazioni possono dialogare con la progettazione contemporanea, per creare ambienti domestici che nutrono corpo e anima.
Oggi che la casa si presta ad essere luogo modellato su diverse esigenze quotidiane, cresce il desiderio di percepire equilibrio e senso di benessere nello spazio indoor. L’idea di comfort si amplia contemplando sia i dati misurabili sia ciò che non si vede, ma che si può percepire. È partendo da questa considerazione che l’osservatorio sulle evoluzioni del comfort MCE Lab – promosso da MCE, Mostra Convegno Expocomfort, in programma a Fiera Milano dal 24 al 27 marzo 2026 – ha scelto di indagare gli approcci “alternativi” al benessere abitativo. A guidare il percorso è l’Arch. Annalisa Galante, docente di Fisica Tecnica Ambientale presso il Politecnico di Milano e membro di MCE Lab.
L’ANALISI DI ELEMENTI ALTERNATIVI
Lo studio parte da un quesito: cosa accade se nel progetto di una casa, accanto al rispetto dei parametri prestazionali, affianchiamo i benefici derivanti da intuizioni millenarie e metodologie moderne? “Abbiamo voluto andare oltre la prestazione tecnica” spiega Galante “per esplorare come orientamento, disposizione degli spazi, luce naturale e rapporto con l’esterno possano dialogare con la percezione del benessere”. Un metodo interdisciplinare che mette in relazione molteplici fattori e fa sì che il valore reale del comfort emerga dall’armonia dell’insieme.
PROPOSTE PER UN ABITARE OLISTICO
La ricerca intercetta una crescente sensibilità progettuale che, attraverso una visione olistica, guarda alla casa come un sistema unico e interconnesso, in cui benessere, estetica, tecnologia e sostenibilità lavorano insieme per migliorare la qualità della vita. “La sfida di MCE Lab è mostrare che la tecnologia impiantistica può diventare il motore che abilita tutti questi benefici. Il futuro dell’abitare è quindi un ritorno alle origini, sostenuto dall’innovazione più evoluta”.
CINQUE APPROCCI – CINQUE CHIAVI DI LETTURA
“MCE Lab ha raccolto cinque approcci chiave” continua la docente “che, pur nati in epoche e culture diverse, offrono soluzioni straordinariamente attuali per combattere lo stress della vita iperconnessa”:
1 – Feng Shui: proveniente dalla Cina e con oltre 3.000 anni di storia alle spalle, mira a far fluire l’energia (Chi). Tradotto in architettura, significa massimizzare la luce naturale, eliminare il disordine che “blocca” le emozioni e bilanciare i cinque elementi (legno, fuoco, terra, metallo e acqua) nell’arredo.
Un esempio celebre di indirizzo Feng Shui? Il grattacielo HSBC di Norman Foster a Hong Kong, progettato per non ostruire il flusso energetico verso il mare; la base dell’edificio, sollevata su piloni, crea un enorme atrio aperto che permette all’energia (e al vento) di fluire liberamente.

2 – Vastu Shastra: rappresenta una “scienza della costruzione” che considera l’edificio un organismo vivente. Si basa sull’orientamento cardinale e sull’equilibrio degli spazi.
Principi antichi che ritroviamo in soluzioni modernissime: la città di Jaipur, pianificata nel 1727, ne è la prova storica, mentre il nuovo Parlamento Indiano (Sansad Bhavan) ne è l’applicazione contemporanea con la sua pianta triangolare associata all’elemento fuoco e alla trasformazione.

3 – Wabi-Sabi: dal Giappone, ovvero l’estetica dell’imperfezione. Valorizza materiali naturali come argilla, legno e pietra.
Oltre al fascino visivo, c’è un beneficio tecnico: gli intonaci in argilla, come quelli usati da Axel Vervoordt nella Penthouse del Greenwich Hotel a New York, regolano naturalmente l’umidità, rendendo l’aria salubre senza ricorrere a deumidificatori elettrici.

4 – Design Biofilico: è la risposta scientifica al nostro bisogno innato di natura. Inserire piante, pareti verdi o elementi acquatici non è solo decorativo riduce il cortisolo (l’ormone dello stress) e aumenta la produttività.
Esempio d’eccellenza è il Bosco Verticale (Stefano Boeri Architetti) di Milano, che abbatte le temperature estive fino a 3°C grazie alle oltre 20.000 piante che inoltre assorbono CO2 e polveri sottili.

5 – Domoterapia Sottile: una disciplina che studia l’impatto delle energie invisibili, come l’inquinamento elettromagnetico e le geopatie.
Nelle moderne case passive in Alto Adige, questo si traduce in impianti elettrici “a stella” che tolgono tensione nelle camere durante il riposo e l’uso di materiali come calce e canapa che non accumulano cariche elettrostatiche.

ORIENTARSI E SCEGLIERE
Tutti i metodi analizzati offrono spunti preziosi, ma bisogna ricordare che non sempre possono essere applicati all’interno degli edifici contemporanei. L’approccio olistico non è dunque proposto come una ricetta universale, ma come uno strumento aggiuntivo per studiare la casa in modo più profondo. Per chi desidera avvicinarsi, il primo passo non è scegliere un percorso solo, ma osservare ciò che può migliorare l’interior rispondendo con una soluzione alla volta: una migliore ventilazione, un materiale naturale, una pianta che purifica l’aria, un’illuminazione più rispettosa dei ritmi circadiani.
VERSO NUOVI SCENARI DI VITA DOMESTICA
“La ricerca di MCE” conclude l’architetto Galante “ci invita a rivedere le nostre abitazioni come ecosistemi vivi, dove tecnologia, natura e cultura si integrano”. Il benessere, aggiungiamo noi, nasce da piccole attenzioni: una luce che segue il giorno, un materiale che respira, il verde che migliora l’atmosfera. Forse il futuro dell’abitare si rivelerà proprio così: un ritorno all’essenziale, guidato dall’innovazione tecnica di ultima generazione, in cui gli spazi non si limitano ospitarci, ma ci aiutano a vivere meglio, ogni giorno.


















