L’incontro fra due visioni dà vita a un progetto in cui luce, materiali e atmosfere dialogano tra loro, trasformando ogni gesto quotidiano in un’esperienza sospesa tra quiete, eleganza e poesia.
Alcune case chiedono di essere comprese più che rivoluzionate. Restano immutate, attraversano il tempo senza fare rumore, finché qualcuno decide di osservarle con uno altro sguardo, riscoprendone la vera anima. Nel quartiere La Ermita, nel centro storico di Mérida – capitale dello Yucatán – una dimora sembrava aver perso la propria personalità. Eppure, sotto le stratificazioni negli anni e gli interventi disordinati, la struttura originaria resisteva: murature ancora solide, segni evidenti di antiche sistemazioni, superfici segnate dall’uso e dalla luce.
È in questo stato di sospensione che lo studio Veinte Diezz Arquitectos ha riconosciuto il potenziale di Casa Aljibe, scegliendo di lavorare per sottrazione e ascolto, più che per imposizione formale. Il progetto di questa abitazione di 234 mq ha preso forma dall’incontro con i proprietari, una coppia colombiana in cerca di un luogo dove rallentare dallo stress quotidiano. Da un lato uno chef, abituato a costruire emozioni attorno al gesto del cucinare e ai suoi rituali quotidiani; dall’altro un’artista, guidata da una sensibilità profonda per la luce, la materia e le trasformazioni del tempo.
L’ingresso si apre su un living a doppia altezza, dove le aperture nel soffitto lasciano filtrare una luce naturale che dilata lo spazio e ne definisce l’atmosfera.

Da questa doppia visione è nata una scelta precisa: dare alla casa un cuore condiviso, uno spazio pensato per vivere e riscoprire il bello di stare insieme alle persone che si amano. L’intervento generale si descrive con una scelta chiara e coerente: materiali tradizionali, lavorati senza eccessi, finiture naturali posate a patchwork, legno di cedro massello, pietra del luogo. Non c’è la ricerca di un’immagine perfetta, ma il desiderio di restituire autenticità. Una casa che non pretende di fermare il tempo ma gli permette di scrivere nuove storie.
Una seduta in muratura e arredi essenziali in legno e pelle costruiscono un paesaggio domestico raccolto, dove comfort e materia dialogano con naturalezza.

L’ingresso ora si apre direttamente su un ambiente ampio, un living definito dalla sua scenografica doppia altezza senza separazioni strutturali. Una seduta in muratura ricoperta di cuscini accoglie chi entra, in un’atmosfera sognante degna di un romando di Gabriel García Márquez, mentre una tenda in fique – fibra naturale ottenuta dalle piante della famiglia Furcrae – modula la luminosità e costruisce una soglia visiva, delimitando le diverse funzioni della stanza.
A sinistra, la tenda in fique filtra la luce e costruisce una soglia delicata; a destra, il passaggio interno si definisce attraverso quinte e aperture che accompagnano lo sguardo, suggerendo la continuità degli spazi.

Gli arredi sono bassi, discreti; una grande tavola in legno insieme a poltroncine in legno e pelle, una consolle semplicissima e un tessile scelto nel dettaglio. Dall’alto, due aperture zenitali, come lucernai diffondono una luce creando una percezione calda e avvolgente. L’interior design si muove su un equilibrio misurato tra essenzialità e materia, dove il progetto degli spazi riduce l’uso di elementi aggiuntivi a favore di volumi integrati e superfici naturali.
A sinistra, arredi integrati nella muratura disegnano uno spazio funzionale e misurato; a destra, il grande tavolo rotondo diventa il centro della sala da pranzo, pensata come luogo di incontro e condivisione.

Da questo nucleo iniziale, l’abitazione si apre verso due direzioni. Una conduce a una sala da pranzo con un grande tavolo rotondo, pensata come luogo di condivisione, dove libreria, vetrina e cantinetta per il vino sono ricavate direttamente nella muratura. Le sedute intrecciate e l’illuminazione con eleganti lampade in rame riprendono, senza forzature, il linguaggio materico che vedremo nella cucina.
A sinistra, il passaggio dalla sala da pranzo alla cucina è scandito da tessili che accompagnano ogni apertura della casa; a destra, il soffitto della cucina, costruito con dovelas e lasciato aperto ai lati, guida lo sguardo e racconta la storia della struttura originaria.

In linea sequenziale alla stanza si trova infatti la cucina, il fulcro dichiarato di questo recupero completo, il luogo dove si incontrano sensibilità progettuale e vita quotidiana. Le pareti, conservate nel loro stato originale, custodiscono le tracce del tempo, silenziose testimoni dei gesti passati fra queste mura. Al centro dello spazio, un tavolo da lavoro d’epoca diventa il punto focale di conversazioni e momenti condivisi, mentre il piano cottura e di preparazione, costruito in muratura e con grandi mensole a vista al di sopra, dialoga con i vani inferiori chiusi da ante in paglia di Vienna incorniciate in legno, che alleggeriscono il volume e introducono una texture calda e porosa.
A sinistra, le superfici in muratura e le mensole a vista dialogano con vani chiusi da ante in paglia di Vienna, creando un ambiente funzionale e materico; a destra, il tavolo da lavoro d’epoca diventa il fulcro conviviale della cucina, che si apre sul cortile.

Alzando lo sguardo, anche il soffitto assume un ruolo narrativo. Ricostruito con dovelas, blocchi in pietra sagomata tipici delle volte tradizionali, è stato volutamente lasciato aperto alle estremità: la luce attraversa lo spazio, disegnando ombre mobili che cambiano durante la giornata. Un riferimento diretto alle condizioni originarie della casa, quando le vecchie travi lignee lasciavano filtrare raggi inclinati, trasformando l’imperfezione in qualcosa di magico.
Gli ambienti si aprono sul cortile verdeggiante, dove i muri originali dialogano con la luce naturale, scandendo con delicatezza i volumi e accompagnando lo sguardo attraverso ogni angolo dello spazio.

L’altro percorso, invece, si sviluppa all’aperto: una sequenza di pietra e natura accompagna lo sguardo verso la parte più riservata della proprietà, dove si apre uno spazio outdoor privato con piscina dove trovano posto una lavanderia (nascosta nel muro esterno) e un volume a due piani staccato dal resto della costruzione, in cui si trovano le camere da letto.
A sinistra, una piccola fontanella posta all’ingresso dà vita a un canale d’acqua sottile che attraversa il perimetro della casa; a destra, il nuovo volume a due piani si affaccia sulla piscina e sull’aljibe, reinterpretato come jacuzzi all’interno dello spazio esterno.

Un passaggio stretto – aperto sull’entrata living ma anche su sala da pranzo e cucina – introduce a un cortile dove l’acqua definisce il ritmo dell’ambiente. Una piscina abbraccia una vasca in cemento sopraelevata ricavata da l’aljibe originale, antica cisterna di raccolta reinterpretata oggi come jacuzzi. Da una piccola fontana, collocata all’ingresso, nasce un canale d’acqua sottile che attraversa all’aperto il perimetro della casa, collegando ambienti e percorsi in modo continuo e avvolgente, tra rumori e percezioni sensoriali.
L’ingresso alla camera padronale si apre su un giardino interno che filtra la luce e protegge la privacy, creando un’oasi di tranquillità all’interno della casa.

La master bedroom combina funzionalità e design: la testata del letto integra armadi discreti e conduce a un bagno progettato per il completo relax, dove materiali naturali e dettagli studiati creano un’atmosfera accogliente e raffinata.

La parte più privata dell’abitazione, dedicata al riposo, è collocata nel volume su due piani che è stato aggiunto alla proprietà. Al piano terra, la camera padronale è arretrata rispetto alla mutatura di confine e nascosta dietro l’aljibe. Questa scelta crea un altro piccolo giardino interno, nascosto, che migliora la ventilazione naturale e filtra la visuale dal cortile. La testata del letto integra un sistema di armadi e cela il bagno, uno spazio votato completamente al relax, dotato di vasca e doccia en plein air nascoste da sguardi indiscreti.
A sinistra, il bagno della master bedroom si apre con vasca e doccia en plein air, fondendo comfort e contatto con la natura; a destra, la camera degli ospiti si sviluppa su un soppalco che amplia lo spazio e ne valorizza la luce naturale.

Al piano superiore, la camera per gli ospiti è arricchita da un soppalco che ne amplia la volumetria – e la possibilità di accogliere parenti o amici – e da un bagno privato introdotto da un doppio lavabo a vista. L’accesso a questo spazio è possibile grazie a una scala esterna composta da gradini alternati in pietra locale e cemento, una sequenza materica che si integra alla perfezione con il resto del contesto. Il nuovo corpo edilizio è stato trattato con una tonalità velata di giallo, in continuità cromatica con l’edificio originario. Nessun contrasto dichiarato, ma un dialogo silenzioso: una poesia concettuale che è la firma stilistica dell’intera ristrutturazione.
Project by Veinte Diezz Arquitectos – veintediezz.com
Photo © Eyes of Memo
L’interno della camera degli ospiti mostra il soppalco che amplia la volumetria, mentre il bagno è celato dalle porte poste subito dopo il doppio lavabo a vista, unendo privacy e uno stile charmant che ammanta tutta la casa.

Planimetria Casa Aljibe, piano terreno © Veinte Diezz Arquitectos

Planimetria Casa Aljibe, primo piano e camera degli ospiti © Veinte Diezz Arquitectos

In copertina, la facciata di Casa Aljibe, dimora situata nel quartiere La Ermita, nel centro storico di Mérida, capitale dello Yucatán messicano.

















