La legge di bilancio, varata dal governo a fine dicembre 2025, conferma anche per il 2026 il Bonus Ristrutturazione, che permette di detrarre dall’Irpef – in fase di dichiarazione dei redditi – le spese sostenute per i lavori edilizi sulla propria abitazione.
Come già nel 2025, anche per quest’anno si mantengono inalterate le aliquote seguenti:
- il 50% per gli interventi sulla casa principale (prima casa).
- il 36% per le seconde case o altri immobili non principali.
Il limite massimo di spesa rimane fissato a 96mila euro per unità immobiliare, con la detrazione ripartita in 10 anni.
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QUALI SONO I LAVORI AMMESSI PER OTTENERE IL BONUS 2026?
Eccoli in sintesi:
- Manutenzione straordinaria: rifacimento o sostituzione di impianti elettrici, idraulici e di riscaldamento; realizzazione o ristrutturazione completa di bagni, cambio doccia e vasca; modifica della distribuzione interna con demolizione o costruzione di tramezzi; consolidamento di scale e solai.
- Restauro e risanamento conservativo: tutti i lavori volti a conservare l’immobile e migliorarne la funzionalità attraverso il recupero di facciate, balconi, coperture e parti comuni degradate, nel rispetto delle caratteristiche originarie dell’immobile.
- Ristrutturazione edilizia: demolizione e ricostruzione senza aumento di volumetria, frazionamento o accorpamento di unità immobiliari, cambio di destinazione d’uso.
- Interventi per la sicurezza: installazione di porte blindate, inferriate, sistemi di allarme, videosorveglianza, casseforti a muro, messa a norma degli impianti.
- Eliminazione delle barriere architettoniche: installazione di ascensori, servoscala, piattaforme elevatrici, rampe per l’accessibilità.
- Prevenzione del rischio sismico: lavori strutturali che migliorano la sicurezza dell’edificio, se non rientrano nei requisiti previsti del Sismabonus.
- Spese accessorie detraibili: progettazione, direzione lavori, perizie tecniche, sopralluoghi, oneri di urbanizzazione, IVA, costi per certificazioni e relazioni tecniche, ecc.
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COME SI OTTIENE LA DETRAZIONE
È necessario indicare tutte le spese sostenute nella dichiarazione dei redditi: la detrazione Irpef si divide in dieci quote annuali. I lavori vanno pagati in modo tracciabile con bonifico parlante, indicando il codice fiscale del beneficiario e la partita Iva della ditta committente, la causale: “Detrazione IRPEF art. 16-bis D.P.R. 917/1986”.
Vanno conservate tutte le fatture, la documentazione tecnica e le certificazioni: questi requisiti sono essenziali per essere in regola, in caso di controlli fiscali. Elemento cruciale è la corretta compilazione della dichiarazione: importi, codici e riferimenti catastali devono essere coerenti con la documentazione prodotta.
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EFFICIENZA ENERGETICA DEGLI EDIFICI: L’ECOBONUS È CONFERMATO
Per tutti gli interventi volti a migliorare le prestazioni energetiche degli edifici esistenti la legge di bilancio ha previsto la proroga dell’Ecobonus con le stesse aliquote del bonus ristrutturazione:
- il 50% per la prima casa.
- il 36% per le seconde abitazioni.
Nel 2026 la misura mantiene la sua struttura principale ma viene rafforzato l’orientamento verso impianti in grado di generare un risparmio energetico quantificabile e certificato. Come per la ristrutturazione, anche l’Ecobonus si ottiene indicando le spese sostenute nella dichiarazione dei redditi, tracciando ogni singola spesa attraverso sistemi di pagamento trasparenti (bonifico parlante) e conservando tutte le fatture di pagamento, le certificazioni e la documentazione tecnica.
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QUALI INTERVENTI RIENTRANO NELL’ECOBONUS?
In sintesi, ecco le voci ammesse:
- Sostituzione di infissi e schermature solari a bassa trasmittanza termica.
- Impianti di riscaldamento (sostituzione con caldaie a condensazione Classe A, pompe di calore aria-acqua, sistemi ibridi e impianti a biomassa).
- Isolamento termico (cappotti termici, isolamento pavimenti, pareti, coperture, ecc);
- Installazione di pannelli solari per produrre acqua calda sanitaria.
- Riqualificazione Energetica Globale (interventi coordinati di miglioramento dell’efficienza energetica dell’intero edificio).
- Parti comuni condominiali (interventi mirati all’efficientamento delle parti comuni).
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MOBILI ED ELETTRODOMESTICI: DETRAZIONI 2026
Tra i bonus attivi c’è il bonus mobili e grandi elettrodomestici. Tuttavia, per ottenerlo è necessario aver avviato interventi di recupero edilizio nell’anno precedente o in corso rispetto all’acquisto, e le spese di trasporto e montaggio sono incluse.
La detrazione è del 50%, per un massimo di spesa di 5mila euro (spese di trasporto e montaggio inclusi), suddivisi in 10 anni. È indispensabile effettuare i pagamenti con bonifico o con carta di credito o debito.
Gli elettrodomestici, per rientrare nell’agevolazione, devono avere questi requisiti:
- i forni Classe A.
- lavatrici, lavasciugatrici e lavastoviglie Classe minima ammessa E.
- frigoriferi e congelatori Classe minima ammessa F.
SUPERBONUS: PROROGA LIMITATA ALLE ZONE SISMICHE
Il Superbonus è confermato soltanto per gli immobili situati in alcune aree colpite da eventi sismici – Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria – dove è stato dichiarato lo stato di emergenza.
IMMOBILI CONDONATI: LE NOVITÀ IN VIGORE DAL 2026
Una novità rilevante riguarda gli immobili condonati, che ora possono beneficiare delle agevolazioni fiscali prima riservate esclusivamente agli immobili costruiti con procedure regolari.
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