Un dialogo delicato tra memoria e ristrutturazione contemporanea, dove ogni scelta materica e funzionale restituisce l’anima a un’abitazione d’epoca, trasportandola nei giorni nostri.
Ristrutturare un appartamento degli anni ’30 significa confrontarsi con una storia a tratti già scritta. Farlo quando si è allo stesso tempo progettisti e committenti rende il percorso ancora più complesso, un equilibrio continuo tra disciplina professionale e sensibilità personale. Il lavoro firmato da Martin Cenek – Martin Cenek Architecture – dimostra questa dinamica, trattandosi di casa sua. A Praga, in 49 mq, prende forma un intervento che non impone la propria voce, ma dialoga con l’anima dell’edificio, rispettandone la memoria e aggiornandone il carattere senza forzature.
L’ingresso, definito da pannellature su misura, accoglie e nasconde con discrezione spazi contenitivi e la porta del bagno, restituendo all’ambiente un ordine e un’armonia discreti.

Il soggiorno mostra il soffitto in cemento armato liberato dall’intonaco, trasformandosi in elemento strutturale che dialoga con la memoria dell’abitazione.

L’immobile, progettato da Ladislav Šimek e costruito dal fratello Jaroslav, è un’icona dell’estetica modernista: facciata piastrellata, appartamenti compatti e una qualità costruttiva essenziale, quasi didascalica nella sua semplicità. In questo scenario, il progetto nasce da una domanda centrale: quanto è opportuno intervenire senza dissolvere lo spirito del contesto? La risposta si rivela in scelte ponderate, capaci di rinnovare con discrezione e senza mai tradire la personalità sottile dell’originale.
L’interior del salotto combina arredi su misura e pezzi storici di famiglia, creando un equilibrio tra funzionalità contemporanea e memoria.

Nel living, la disposizione calibrata degli arredi e l’illuminazione sospesa valorizzano le superfici materiche, creando un’atmosfera di continuità e misura.

La ristrutturazione ha interessato ogni parte dell’abitazione: impianti, pavimentazioni, superfici e disposizione degli ambienti. Nel soggiorno, il soffitto in cemento armato è stato liberato dall’intonaco e riportato alla sua essenza materica, trasformandosi in un elemento artistico, quasi una firma strutturale. Porte, finestre e ferramenta originali sono state restaurate con cura, mentre il parquet in rovere, ormai irrimediabilmente danneggiato, è stato sostituito con una replica filologica, capace di restituire la stessa immagine senza tradire l’autenticità dei particolari.
Il mobile su misura del salotto integra con discrezione una porzione di cucina e un angolo studio, unendo funzionalità e pulizia formale senza interrompere il flusso dell’ambiente.

A sinistra, il blocco cucina definisce con ordine l’area funzionale; a destra, la scrivania dell’angolo studio restituisce uno spazio raccolto e organizzato, dove ogni elemento trova il proprio posto.

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Il rinnovo della distribuzione si concentra attorno alla zona giorno. La demolizione della dispensa e del vecchio bagno ha permesso una riorganizzazione più funzionale, in cui trova spazio un blocco di arredi su misura pensato principalmente per contenere e integrare parte della cucina e creare un angolo studio. La camera da letto è rimasta com’era, resa funzionale e minimalista con una pannellatura e mobili tailor made.
La zona pranzo del living accoglie sedie storiche di famiglia intorno a un tavolo minimal, creando un punto di incontro che unisce passato e vita quotidiana.

Il bagno, completamente riprogettato, si configura ora come un angolo intimo, più ampio e definito, che dialoga con la nuova impostazione dell’appartamento mantenendo un equilibrio di discrezione. La suddivisione originaria è preservata con cura: il mobile lavabo e la doccia occupano uno spazio autonomo, mentre un vano raccolto, collocato all’ingresso accanto alla nuova scarpiera, è riservato esclusivamente al vaso: una divisione curiosa ma in linea con l’epoca della costruzione.
La camera da letto conserva l’impostazione originale e introduce una pannellatura continua che organizza l’ambiente con sobrietà, accompagnata da elementi realizzati ad hoc per una composizione ordinata e lineare.

In tema di interior design, materiali tradizionali come il rovere tinto e il laccato bianco sono interpretati con un linguaggio contemporaneo, essenziale e pulito. La cura dei dettagli, dall’illuminazione sospesa alla matericità delle superfici, fa sì che gli elementi nuovi non sovrastino quelli storici, ma li accompagnino in un confronto elegantemente misurato.
A sinistra, l’ingresso si completa con ulteriori armadi su misura che ne definiscono l’ordine visivo; a destra, il vano dedicato al vaso introduce una separazione discreta, in continuità con l’impostazione originale dell’abitazione.

Il carattere della casa si esprime anche attraverso una selezione di arredi che custodiscono una memoria familiare. Le sedie da pranzo Thonet appartenute ai bisnonni, una poltrona della stessa azienda, la lampada da tavolo Anýž degli anni ’30 proveniente da un ufficio di famiglia, la sedia tubolare funzionalista Ez12 disegnata da Karel Ort, insieme ad alcune opere dello scultore Jaroslav Horejc, costruiscono un racconto personale che si intreccia con pezzi contemporanei minimal.
Il nuovo bagno affianca una zona lavabo ben definita a una doccia finestrata, creando un insieme luminoso che interpreta con misura la nuova configurazione.

L’effetto finale è un ambiente che non rincorre il nuovo, né si limita a conservare. Vive in una zona intermedia, dove passato e presente trovano una forma di continuità naturale. Una casa che ritrova la propria identità, fedele alla sua epoca e capace al tempo stesso di rinnovarsi con creatività.
Project by Martin Cenek Architecture – martincenek.com
Photo © Alex Shoots Buildings
La planimetria dell’appartamento di Martin Cenek © Martin Cenek Architecture

In copertina, il living introduce l’atmosfera dell’appartamento anni ’30 rinnovato da Martin Cenek, dove materiali autentici e interventi mirati ridefiniscono 49 mq con equilibrio.
















