Tra gli ultimi grandi Maestri che hanno reso famoso il made in Italy a livello internazionale ricordiamo Angelo Mangiarotti, nato a Milano il 26 febbraio 1921.
Architetto, scultore e designer, si laurea al Politecnico di Milano per poi iniziare la sua carriera negli Stati Uniti, dove lavora con mostri sacri come Mies Van Der Rohe, Walter Gropius e Frank Lloyd Wright. Dopo l’esperienza oltreoceano torna in Italia e fonda il proprio studio milanese nel 1955, dimostrandosi estremamente all’avanguardia per il momento storico. La sua visione pragmatica e raffinata è impiegata inizialmente nella progettazione di edifici, per i quali inventa nuovi sistemi di costruzione che ritroviamo, in piccola scala, anche nella successiva progettazione e assemblaggio di complementi d’arredo.
Esponente di un funzionalismo rigoroso, il suo lavoro è lineare e sobrio e i suoi oggetti mantengono eleganza e bellezza scultorea. Ancora oggi è profondamente stimato per il suo ricercato approccio ai materiali e ai suoi processi produttivi.
“Le mie opere sono sempre nate dall’interesse, la curiosità, che ho per la materia e i modi possibili di lavorarla; per poi trovare soluzioni spesso anche al limite, direi. Bisogna sempre porre molta attenzione alla scelta dei materiali con i quali sarà realizzato un oggetto, poiché si stabilisce un rapporto con la forma sempre molto delicato.”
Lavabo Bjhon, 1970, Agape
La moderna abilità nel maneggiare i materiali più disparati è testimoniata dagli oggetti prodotti dalle più importanti aziende italiane come Artemide, Bernini, Vistosi, Cappellini, Danese e Skipper; quest’ultima ha prodotto i pezzi più famosi del designer a partire dai primi anni ’50, rieditati successivamente da Agapecasa.
Portacenere Barbados, 1964, Danese
Barbados è un posacenere in ceramica smaltata composto da due pezzi: una base e un anello superiore che nasconde parte del contenuto. Semplicità, purezza e geometria conferiscono all’oggetto una particolare aura che gli assegna una dimensione contemplativa.
Lampada Lesbo, 1967, Artemide
Mangiarotti collection
Agapecasa, ramo dell’azienda Agape nato nel 2010, riedita su licenza esclusiva i progetti del designer sotto il nome di Mangiarotti Collection. La collezione comprende complementi d’arredo che si rifanno ai disegni e ai modelli progettati a partire dagli inizi anni Cinquanta ma aggiornati per rispondere alle esigenze della contemporaneità.
Filo conduttore che accomuna tutti i pezzi è la passione di Mangiarotti per gli incastri: equilibri inattesi dove volumi e pesi si alternano fra loro in un affascinante scambio di ruolo. Legno, marmo e metallo vengono trattati in modo sofisticato coniugando funzionalità ed estetica in un modo esemplare.
Cavalletti, 1953-55, oggi produzione Agapecasa, credits Agapecasa
Cavalletti, 1953-55, oggi produzione Agapecasa, credits Agapecasa
Cavalletti è un sistema di arredamento componibile, versatile e funzionale ancora oggi attualissimo, la cui peculiarità consiste in un modulo a cavalletto dalla forma a V rovesciata sovrapponibile mediante un semplice giunto a gravità. I piani per le librerie e le cassettiere si inseriscono e si bloccano a loro volta tramite un incastro a “coda di rondine”.
Tavolo M, 1969, oggi produzione Agapecasa, credits Agapecasa
Un tavolo in marmo, primo di una lunga serie in cui Mangiarotti utilizza questo materiale per realizzare arredi per la casa. Il piedistallo lavorato al tornio parte ampio alla base, si restringe nel mezzo per slanciare l’intera struttura e poi si riapre in cima, dove si inserisce nel piano circolare grazie a un semplice incastro.
Tavoli Eros, 1971, oggi produzione Agapecasa
Un intero set di tavoli in marmo, raffinata espressione dello studio condotto sui mobili privi di qualsiasi giuntura o fissaggio. Le diverse forme e dimensioni dei tavoli Eros prevedono degli incastri tra piano e gambe a totale sfruttamento della forza di gravità. Il piano si “aggancia” facilmente grazie alle sagomature mentre è il peso del materiale stesso a fissare le componenti migliorando la stabilità dell’intera struttura.
Tavoli Eros, 1971, oggi produzione Agapecasa
Tavolo della serie Incas, 1978, oggi produzione Agapecasa, credits Agapecasa
Anche la serie Incas lavora sulla stessa idea strutturale di Eros. I piani hanno pianta quadrangolare mentre le gambe sono a forma di piramide tronca, in modo tale da permettere l’incastro e scaricare il peso del piano solo sulle loro superfici inclinate. Tutto è connesso e l’insieme appare naturale, con continuità tra forma e materia.
Tavolo Asolo, 1981, oggi produzione Agapecasa
Tavolo Eccentrico, 1979, oggi produzione Agapecasa, credits Agapecasa
Tavolo di una raffinatezza e contemporaneità sbalorditiva. Il piano è di forma ellittica e presenta un incastro asimmetrico con un piedistallo cilindrico inclinato, che impedisce qualsiasi scivolamento verticale grazie all’attrito.
Sedia Tre 3, 1978, oggi produzione Agapecasa
Una sedia realizzata in legno e pelle, integrata da dettagli strutturali semplici ma raffinati. Tre gambe rettangolari, due ai lati frontali e una in centro sul retro, unite tra loro da una solida struttura a forma di T che dona la stessa stabilità di una sedia tradizionale con quattro gambe. Sulla gamba posteriore più alta è fissato un tessuto in pelle che scende morbido dando forma allo schienale e al sedile.