Bruno Mathsson nasce il 13 gennaio 1907 in una cittadina della Svezia ed è considerato uno dei pionieri del design del mobile svedese moderno. Figlio di un ebanista e discendente di una generazione di falegnami, fin da piccolo acquisisce una conoscenza approfondita del legno e delle sue lavorazioni e qualità.
Nel 1930 mette in pratica queste conoscenze quando viene incaricato di progettare una sedia per l’ospedale della sua città, conosciuta come “Grasshopper chair”. L’idea del tutto innovativa è quella di realizzare una seduta priva della tradizionale tappezzeria a favore di cinghie in tessuto intrecciate sorrette dalla struttura in massello di betulla, tecnica che utilizzò in molte altri pezzi.
Grasshopper chair, 1930.
La grande popolarità arriva nel 1934 con la sedia “Eva”. Versione più raffinata ed equilibrata della sedia Grasshopper, “Eva” ha un forte rimando al lavoro di Alvar Aalto e diventa parte di una collezione composta da poltroncine, pouf e divani, che riscuotono un grande successo di vendite durante tutta la sua carriera e tuttora ambite dai collezionisti.
Sedia Eva, 1934.
Come il designer finlandese Alvar Aalto, Mathsson è tra i primi a fare proprie le forme morbide e organiche nei mobili, in contrasto con lo stile dell’epoca. La tecnica della piegatura del legno lamellare permise l’introduzione di linee e profili ergonomici dall’eleganza insuperabile. Per il designer la seduta deve seguire la forma del corpo umano e i suoi componenti devono adattarsi il più possibile a questa idea.
Mathsson progetta anche in funzione della praticità e adattabilità, come lo dimostra il “tavolo Maria” del 1936 . Un tavolo ripiegabile con gambe a cancello e ante a battente che permettono la sua estensione da 22 cm quando è chiuso fino a 280 cm una volta esteso completamente.
Tavolo Maria, 1936.
Tavolo Maria, chiuso e parzialmente aperto, 1936.
Il 1942 è l’anno di “Pernilla”, collezione composta da poltrona, pouf e chaise longue diventata una degli esempi immediatamente riconoscibili del design del XX secolo.
Poltrona Pernilla, 1942.
Chaise Longue Pernilla, 1942.
Dalla metà degli anni ’40 fino agli anni ’50, Mathsson si concentra sull’architettura e la progettazione di case con pareti vetrate isolanti e pavimenti riscaldati, tecniche costruttive innovative che superano il tradizionale design residenziale svedese, distinto da un abbondante utilizzo di rivestimenti in legno.
Torna ai mobili negli anni ’60, impiegando materiali e tecniche di produzione completamente nuove come il tubolare metallico, lavorato con la stessa maestria del legno. Tra le sedute più famose del periodo si ricorda la poltrona “Jetson” del 1969, che continua ad essere prodotta, per il mercato internazionale, dall’azienda danese DUX .
Poltrona Jetson, 1969, prodotta da DUX.
L’incontro con il matematico Piet Hein diede vita al tavolo “Super-Elliptical“, un piano in laminato adagiato su gambe create da più tubolari cavi in metallo sottilissimo che danno l’impressione che il tavolo stia fluttuando in aria. Diventato pietra miliare del suo lavoro più maturo, è tuttora prodotto da Fritz Hansen.
Tavolo Super-elliptical, 1968, prodotto da Fritz Hansen.
Nonostante Mathsson rimanga un designer meno conosciuto rispetto ad altre famose personalità del design danese, in tutti i suoi progetti è riuscito a combinare il semplice, il bello e il funzionale in un modo raramente superato nei decenni successivi.
Nell’immagine di copertina, ritratto di Bruno Mathsson.