ritratto andree putman

Icone di Design – Andrée Putman

di Evi Mibelli.

Mi piace il bello e l’utile, e ancora di più il bello nell’utile“.

Andrée Putman non era né una vera designer né un vero architetto, ma una eccezionale “ensemblière” A definirla così è Sylvie Santini, biografa della gran dama del design francese. Una definizione perfetta, che sottolinea l’incredibile coesistenza di talenti in un’unica persona e la sua capacità di eccellere in ogni campo dello stile e dell’arte. Nasce il 23 dicembre del 1925 – il suo vero nome è Andrée-Christine Aynard – in una famiglia decisamente poco convenzionale, culturalmente all’avanguardia e amante dell’arte. Il padre è un intellettuale che parla sette lingue e sposa uno stile di vita minimalista che contrasta con le regole sociali imposte dalla sua origine aristocratica.

Foto esposte alla Fondazione CAB – Chemin de Trious, Saint-Paul-de-Vence in occasione della mostra monografica dedicata ad A. Putman conclusasi il 23 ottobre 2023.
foto incorniciate andree putman

La madre è una pianista di straordinario talento, che rinuncerà alla propria carriera per il marito e indurrà la giovane Andrée a intraprendere gli studi musicali, nei quali dimostra di avere capacità fuori dal comune. Il destino pare averle assegnato questa strada – su desiderio della madre – ma un grave incidente interromperà la sua corsa verso il palcoscenico. Da quel momento comincerà a calcarne di nuovi, spinta da una passione instancabile nel creare ponti tra arte, moda, design.

Gli appunti e gli schizzi di Andrée Putman esposti alla Fondazione CAB – Chemin de Trious, Saint-Paul-de-Vence in occasione della mostra monografica dedicata ad A. Putman conclusasi il 23 ottobre 2023.
appunti e disegni andree putman

Capelli biondi ondulati, labbra rosso fuoco che inquadrano un viso dai tratti netti e austeri. Una silhouette sottile e slanciata, l’amore per la monocromia: l’incarnazione di uno stile raffinato e sobrio. Come dice la figlia Olivia – alla guida dello Studio Putman – “La prima opera di Andrée è stata se stessa”. Lo testimoniano gli scatti fotografici di Annie Leibovitz, di Robert Mapplethorpe, di Pierre et Gilles che restituiscono un’immagine glamour, quasi hollywoodiana.

Sono i ritratti che recentemente sono stati esposti alla mostra dedicata proprio ad Andrée Putman presso la Fondation CAB, Chemin de Trious, Saint-Paul-de-Vence. Non a caso la Fondazione è collocata nella Villa Noailles, e non a caso la mostra si è tenuta proprio in questa architettura. C’è un perché. Ma ci torneremo più tardi.

Ecart International, vetrina dello showroom di Parigi, al 18 di Rue Jacob.
andree putman showroom design parigi

Intanto, negli anni Cinquanta, Andrèe Putman intraprende la carriera giornalistica. Abita nel cuore del quartiere Saint-Germain-des-Prés, con il marito Jacques Putman, editore e critico d’arte. Incontrerà, nel suo appartamento sempre aperto e cosmopolita, scrittori e artisti come Niki de Saint Phalle e Samuel Beckett. Scrive per Femina e per L’Œil, affermandosi come esperta di moda, trend setter e talent scout.

Passa il suo tempo al Café de Flore, osservando Sartre e Beauvoir e di notte frequenta locali alla moda come il Palace e il Régine’s. Nel 1958 entra a far parte come stilista della popolare catena di negozi francesi Prisunic, per la quale immagina mobili e decor per la casa a prezzi accessibili. La sua passione per il design e l’architettura è solo all’inizio, quando scopre i progetti e i mobili dimenticati di Eileen Gray, Robert Mallet Stevens, Pierre Chareau.

Ecart International, interno showroom, Parigi. Poltrona di Jean Michel Frank, disegnata nel 1932, lampada 1903 di Mariano Fortuny. Foto da Best Archi Design (2017).
showroom parigi poltrona frank e lampada fortuny

Villa Noailles, citata poco sopra, è firmata proprio da Robert Mallet Stevens. In questa residenza i mecenati Noailles ricevettero amici, artisti e intellettuali scrivendo parte della storia culturale degli anni Venti e Trenta, in Europa. All’inizio degli anni Sessanta, Andrée Putman analizza una superba collezione di progetti, prototipi e prodotti d’arredo. La maggior parte dei mobili creati negli anni Venti era sostanzialmente scomparsa e molte idee erano rimaste disegni o copie uniche.

Andrée capisce di trovarsi di fronte a qualcosa di ben più complesso di un movimento artistico. Riscopre le fondamenta della nostra modernità, capisce come un manipolo di geniali architetti e designer, con mezzo secolo di anticipo, siano stati in grado di materializzare le trasformazioni sociali che hanno disegnato il nostro modo di vivere oggi. Non riuscendo a trovare chi volesse produrre un simile tesoro culturale decide di fondare, a 53 anni, Ecart International (1978) editando e rieditando i capolavori dimenticati di Eileen Gray, René Herbst, Jean-Michel Frank, Pierre Chareau, Robert Mallet-Stevens. Sviluppa un catalogo di inestimabile coerenza. Ed è successo.

Ecart International, interno showroom, Parigi. Crescent moon sofa, design Andrèe Putman, tappeto Méditerranée, design Eileen Gray. Foto da Best Archi Design (2017).
Crescent moon sofa e tappeto Méditerranée

Sulla sua capacità intuitiva di cogliere i segni del genio e dell’avanguardia, le testimonianze si sprecano. Nel 1971, per esempio, crea con Didier Grumbach un’azienda specializzata nel prêt-à-porter: Créateurs et Industriels. Nel concept-store di Parigi lancerà talenti sconosciuti, poi divenuti astri indiscussi, come Jean-Charles de Castelbajac, Issey Miyake, Claude Montana e Thierry Mugler.

Loft Putman, Parigi. Ph. Architecture de Collection.
loft andree putman

A proposito della sua cifra stilistica, votata alla semplicità e a un certo gusto per il rigore (che non è mai freddezza) vale su tutto una sua riflessione: “Quando ero molto giovane, acquistavo quadri di artisti tutt’altro che affermati. Per vederli e mostrarli correttamente, dovevo semplificare lo spazio in cui erano esposti. Togliere i colori. Farli sparire. Sottrarre. E credo che questa operazione – la sottrazione – sia alla base di tutto il mio lavoro”.

Applica questa regola nel suo magnifico loft parigino (peraltro messo in vendita recentemente) dove campeggiano mobili neri con dettagli cromati, pezzi di Art Déco, tutto su un pavimento di cemento lucido ricoperto da un enorme tappeto nero di Eileen Gray, il Black Board. Anche nello stile di vivere è avanti anni luce. La moda dei loft trasformati in residenze arriverà molto dopo.

Hotel Morgans, New York, 2008. Interni. Ph. Studio Putman.
hotel morgans new york

Nel 1984 inaugura una nuova fase della sua carriera professionale, curando l’interior design del Morgans Hotel di New York. Lo definirà un “boutique hotel” e sarà il primo della storia, cui ne seguiranno altri. È proprio con il Morgans – ma prima ancora negli appartamenti di Roma e Parigi curati per l’amico Karl Lagerfeld – che Andrèe ricorrerà agli arredi dei grandi maestri del Movimento Moderno che, con Ecart International, ha sottratto all’oblio.

Non solo, la sua passione per il gioco cromatico tra bianco e nero trova nel Morgans un palcoscenico ideale: il famoso bagno interamente piastrellato a scacchiera è un’idea presa in prestito da Mallet Stevens che, a sua volta, ebbe come riferimento Josef Hoffmann con il suo palazzo Stoclet a Bruxelles (1911).

Hotel Morgans, New York, 2008. Ph. Studio Putman.
interni hotel morgans

Gli amici Andy Warhol, Robert Mapplethorpe e Keith Haring, sono entusiasti ed eleggono il Morgans nuova icona dell’ospitalità. Nello stesso anno apre la sua agenzia di Interior Design a Parigi. Moltissime le commesse: da residenze private a show-room di alta moda, ad alberghi fino alla cura degli interni del Concorde e dell’ufficio del Ministro della Cultura Jack Lang.

Instancabile prosegue senza sosta per aprire, nel 1997, lo Studio Putman specializzato in architettura d’interni, design e scenografia. Dieci anni dopo passerà alla figlia Olivia le redini dell’attività, assicurando la continuità del suo stile e della sua idea di arte a tuttotondo. Andrée Putman se ne andrà il 19 gennaio del 2013.

In copertina, Andrée Putman, la grande dama del design.

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