di Roberta del Vaglio.
Una full immersion nella progettazione autoriale d’avanguardia, tra esposizioni e design sognante ma sempre funzionale, capace di raccontare la visione più avanguardistica della creatività contemporanea.
Il gioco è una cosa seria: potrebbe essere questo il filo conduttore dell’ultima edizione di Edit Napoli, attraversata da ironia, brio ma anche concretezza progettuale. La rassegna del design d’autore si è divisa in due momenti: le mostre “Cult” in cui una selezione di aziende di prestigio si mette in gioco con allestimenti curatoriali in spazi speciali e la fiera vera e propria, ospitata tra i chiostri seicenteschi dell’Archivio di Stato di Napoli.
LE AZIENDE SI RACCONTANO IN SPAZI “CULT”
La doppia direzione giocosa e concreta ha attraversato questa edizione in entrambi i contesti, basti pensare all’allestimento di Abet Laminati dal titolo “Abet è 1000 colori”: ironica composizione di panni stesi nei materiali e pattern dell’azienda di laminati, pensata per accorciare le distanze con il pubblico e raccontare estetica e opportunità date da questo prodotto.
Abet Laminati – Abet è 1000 colori – abetlaminati.com
Altrettanto spettacolare è l’allestimento di Alcantara che ha chiesto all’architetto giapponese Kengo Kuma di disegnare una scenografia per la versione concertistica dell’opera verdiana Simon Boccanegra in scena al San Carlo nei giorni della fiera. A pochi passi, su un altro palcoscenico, si è esibita anche Cassina: al centro della scena del teatrino di corte di Palazzo Reale, un tributo a Filippo Alison, architetto napoletano che negli anni ’70 portò il lavoro di Charles Rennie Mackintosh nel catalogo dell’azienda.
Kengo Kuma per Alcantara “Shiwa shiwa” | photo Eller Studio – alcantara.com
Cassina “Editare iMaestri – Tributo a Filippo Alison” | photo Eller Studio – cassina.com
Le sale del Real Museo Mineralogico con le sue antiche teche sono state, invece, la scenografia d’eccezione per la retrospettiva “Along the edge – ALPI 1984-2024” per celebrare i 40 anni dell’azienda, specializzata nella produzione di superfici di legno.
“Along the edge – ALPI 1984-2024” – alpi.it
PROGETTI INDIPENDENTI E SPERIMENTAZIONE
Il gioco e l’ironia si respirano in modo ancora più intenso lungo il percorso della fiera vera e propria: Inoxeart ha presentato la versione indoor di Furbo, collezione di sgabelli in acciaio inossidabile abbinato a tessuti raffinati sospesi e fluttuanti in un allestimento inaspettato.
Furbo di Inoxeart – inoxeart.com
Ritroviamo l’acciaio nella collezione Quattro di Daniela Pinotti, textile designer che qui si esprime con un tratto organico e ricercato e in un gioco di contrasti informale e ipnotico. Lo stesso materiale compare in una veste gialla e totalmente diversa nella libreria Dedalo di Officine Tamborrino, che si rivela come parete divisoria ma aperta alla comunicazione.
Quattro di Daniela Pinotti – danielapinotti.com
Dedalo di Officine Tamborrino | photo Eller Studio – officinetamborrino.com
È invece in alluminio riciclabile al 100% la collezione di tavoli da interno e da esterno India, presentata da Marco Ripa in collaborazione con Atelier Ferraro. Il ferro è protagonista del progetto City di Bottega Vazzoler che scolpisce questo materiale rendendo ogni elemento unico e scultoreo.
India di Marco Ripa | photo Giulia Papetti – marcoripa.it
City di Bottega Vazzoler | photo Eller Studio – bottegavazzoler.it
Così come scultorei e dall’atmosfera ancestrale sono i vasi in ceramica di Sara Bergami, in affascinante equilibrio tra design e arte, proprio come le lampade di Mernøe azienda danese a conduzione familiare che produce a mano apparecchi illuminanti in legno e metallo. Pietrachiara torna, per il secondo anno in fiera, con un versatile paravento in bambù dipinto a mano pensato per riconfigurare gli spazi all’infinito e con bellezza.
Vasi in ceramica di Sara Bergami – sarabergami.com
Lampada a sospensione di Mernøe | photo Nikolaj Didriksen – mernoe.com
Paravento Fluxus di Pietrachiara | photo Eller Studio – pietrachiara.it
Tornando al tema del gioco: sabbia, cemento e acqua sono la base dell’impasto creativo che Mas Design trasforma in arredo evocando istanti di infanzia e traducendoli in progetto contemporaneo. La sperimentazione e il colore sono temi dirompenti nella collezione Mediterranea nata dalla collaborazione che funziona tra il designer Marco De Luca e Mediterranea Design, da cui è nata una linea di 20 elementi stampati in 3D in bioplastica.
Salto di MAS Design | photo Eller Studio – mas-design.it
Mediterranea di Marco De Luca | photo Alessandra Mustilli – mediterraneadesign.com
Mentre sono in ceramica, ma carichi di brio, i vasi di Aviv e Avia dello Studio Cotta, arrivate a Edit Napoli da Tel Aviv. È elegantemente giocoso l’allestimento di Casarialto che, accanto a tovaglie uniche ed elementi per la tavola dall’anima artistica, espone anche l’innovativa lampada Tornasole che cambia colore a seconda della qualità dell’aria.
Vasi di Studio Cotta – cotta-studio.com
Promenade botanica e lampada Tornasole di Casarialto – casarialto.it
In fiera anche due tributi interessanti: Adrenalina, presenta un allestimento/tributo a Remo Brindisi con un’edizione limitata di imbottiti tappezzati con tessuti ispirati alla sua opera; e Carpet Edition con la collezione Issho di RAUM rievoca l’arco di accesso del memoriale Brion di Carlo Scarpa.
Adrenalina incontra Remo Brindisi | photo Eller Studio – adrenalina.it
Issho di RAUM per Carpet Edition – carpetedition.com
In copertina: Edit Napoli, l’ingresso della fiera nell’Archivio Storico | photo Alessandra Mustilli – editnapoli.com