di Laura Tasso.
Quest’anno il Salone del Mobile organizza, contemporaneamente alla fiera vera e propria, tre eventi che approfondiranno i temi dell’abitare. Il primo, che si protrarrà fino a settembre, è Stanze – altre filosofie dell’abitare, una mostra organizzata nell’ambito della XXI Triennale (2 aprile – 12 settembre 2016). L’idea è quella di valorizzare l’architettura degli interni, una delle discipline meno riconosciute e più trascurate dalla critica.
Negli ultimi cinquant’anni, infatti, sono state ben poche le occasioni per riflettere su questo ambito, l’ultima in Italia proprio alla Triennale con «Il progetto domestico» nel 1986.
La mostra sarà quindi preceduta da una breve premessa, che collocherà storicamente le opere di maestri che l’hanno praticata costantemente oppure occasionalmente, e di coloro che si sono distinti negli ultimi anni. Sarà una specie di «volta celeste» dove fotografie, modelli e disegni racconteranno la storia dell’architettura di interni italiana del Novecento.
Si proseguirà poi attraversando una serie di ambienti, ciascuno progettato da un autore diverso seguendo un tema fornito dal filosofo Francesco Cataluccio.
Nell’intento di creare un dialogo fra progetti e idee, a ognuna delle undici stanze corrisponderanno uno o più libri e un tema ben specifico, che ogni architetto interpreterà a modo proprio.
Gli autori scelti da Cataluccio spaziano da Milan Kundera con L’insostenibile leggerezza dell’essere al filosofo Zygmunt Bauman, autore fra l’altro di Modernità liquida.
Sveleremo a suo tempo i nomi degli undici architetti che si cimenteranno in questa interessantissima impresa per creare uno Spazio dove isolarsi, la Stanza degli affetti, lo Spazio della fragilità o uno Studio trasformabile, questi alcuni fra i temi.
La mostra, a cura di Beppe Finessi, sarà in Triennale dal 2 aprile al 12 settembre.